Lo scorso 29 aprile 2021 noi della redazione LED – Luiss e Dintorni, abbiamo avuto il piacere di partecipare al webinar Diaspora Program, intitolato Innovation, Digitalization and Sustainability for Social and Ecological Transition, organizzato dal dipartimento di International Orientation della Luiss Guido Carli, insieme all’associazione Le Reseau e all’agenzia di stampa Dire. Abbiamo avuto modo di riflettere riguardo i temi della sostenibilità, non solo ambientale ma anche sociale. Argomento centrale della discussione sono le diaspore, relazionate al concetto di innovazione e al contributo che gli atenei possono offrire in un’ottica di cooperazione e sviluppo.

L’incontro, moderato dall’Ambasciatore Fabrizio Lobasso, già ambasciatore in Sudan e oggi vicedirettore per l’Africa presso il MAECI, è stato introdotto da Marco Francesco Mazzù, recruiting leader e professore di Marketing & Digital, e ha visto la partecipazione di Philip Thigo, direttore per l’Africa alla Thunderbird School of Global Management, Francesca Bartorilla, responsabile Legal Contract Management presso Accenture, Diana Battaggia, direttore in Italia dell’ONU per lo Sviluppo Industriale, Emanuel Sawadogo, direttore dell’University Joseph Ki Zerbo, e Christian Iaione, direttore del Luiss master in Law Digital Innovation and Sustainability. 

Gli interventi e le riflessioni degli esperti ci hanno fornito un quadro complessivo dello sviluppo sostenibile. Come sostenuto dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OECD), la trasformazione digitale può portare a una crescita più innovativa, inclusiva e sostenibile, contribuendo così agli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Si è infatti a lungo parlato della rilevanza della digitalizzazione dello sviluppo e del trend mondiale legato alla transizione ecologica, ma cosa significa esattamente? Con digitalizzazione si intende fare della tecnologia una leva per la produttività, sviluppando competenze digitali adatte all’attuale rivoluzione industriale; significa attuare, migliorare e coordinare la molteplicità delle strategie digitali a livello continentale, regionale, nazionale e locale.  In altre parole, bisogna assicurare un accesso ampio ed equo alle risorse digitali, aumentando le politiche pubbliche e sviluppando strutture e infrastrutture digitali. 

Seconda parola chiave è innovazione, intesa come attuazione di nuove idee e soluzioni creative. L’innovazione è la pietra angolare dello sforzo globale per la transizione verso un futuro più green e sostenibile. “Bisogna dare potere all’innovazione e renderla più accessibile attraverso le risorse rinnovabili” sostiene Philip Thigo. L’innovazione, quindi, va intesa in questo caso come trasferimento tecnologico in campo ambientale ed energetico.

Ma l’innovazione può riferirsi anche ai cambiamenti economici e sociali.  Infatti, affrontare problemi quali il cambiamento climatico, la pandemia da Covid-19 e le ricadute economiche di entrambi, richiede un cambiamento radicale nel modo di muoversi, di vivere e di lavorare. Questo deve necessariamente portare a nuove architetture istituzionali: per coordinare e garantire tale trasformazione, abbiamo bisogno di nuove tecnologie, nuovi servizi e modelli di business. Come indicato nell’obiettivo n. 9 dell’Agenda ONU 2030, «bisogna costruire un’infrastruttura resiliente, promuovere l’industrializzazione inclusiva e sostenere l’innovazione». Il tutto costruendo partenariati sostenibili e integrando il settore privato con quello dello sviluppo.

Terzo punto cardine dell’incontro è la trasformazione culturale, sostenuta dalle comunità della diaspora, definite come popolazioni che vivono al di fuori del paese d’origine ma che mantengono legami con esso. Le diaspore sono un elemento indispensabile nel nesso tra innovazione, digitalizzazione e sostenibilità, poiché aiutano a guidare l’innovazione del loro paese d’origine e, potenzialmente, mitigano gli effetti della fuga di cervelli. Di fatto, in un’economia sempre più basata sulla conoscenza, la perdita di know-how tecnologico specializzato è ancora più dannosa per il funzionamento generale di una società. In tal senso, le diaspore intervengo creando sinergie e contribuendo all’accumulo di capacità tecnologiche in patria attraverso il funzionamento delle cosiddette “reti di conoscenza della diaspora”.

È in quest’ottica che le università possono e devono svolgere un ruolo fondamentale nella cooperazione allo sviluppo. L’università, in quanto luogo di incontro tra diverse aree, permette lo sviluppo di solide relazioni tra studenti nazionali e internazionali, tra giovani e mondo delle imprese. È da questa interconnessione che bisogna far partire la trasformazione sociale. L’università Luiss Guido Carli è in prima linea nel promuovere l’internazionalizzazione degli atenei, facendo dell’educazione cosmopolitica la mission da seguire, e ha colto la sfida del digitale e della sostenibilità, lanciando il corso di laurea magistrale in Law, Digital Innovation and Sustainability, pensato per dare agli esperti in innovazione gli strumenti necessari per interpretare le attuali transizioni digitale ed ecologica. Come questo periodo di pandemia ha dimostrato, la tecnologia e la digitalizzazione sono parte integrante della trasformazione sociale in atto, e che fanno la differenza nel garantire l’interconnessione umana permettendo a tutti noi di collegarci con il resto del mondo nonostante il lockdown

Eleonora Germano