A un mese di distanza ricordiamo le vittime del violento terremoto nell’Egeo, che ha duramente colpito Grecia e Turchia.

Sono le 15.31 del 30 ottobre quando un violentissimo terremoto di magnitudo 7.0 colpisce la città turca di Izmir e l’isola greca di Samos, entrambe affacciate sull’Egeo. 

Dopo la fortissima scossa di terremoto, sia sulla costa greche che in quella turca, si sono registrate forti mareggiate, paragonabili a tsunami secondo le testimonianze della popolazione, che hanno colpito i cittadini riversatisi nelle strade a causa del terremoto. A Seferihisar, una città vicino a Izmir, un funzionario locale, ha detto che una donna su una sedia a rotelle è annegata quando le onde si sono abbattute.

Morte e devastazione, in pochi attimi. 

Nella metropoli turca più di 1200 persone si sono adoperate fin da subito alle operazioni di salvataggio, che hanno coinvolto circa venti edifici: quasi dieci ore dopo il terremoto, tre persone sono state salvate dalle macerie di un edificio di otto piani, ha riferito la televisione turca.

Le vittime sono 114, con oltre mille feriti per la Turchia; per la Grecia 19 persone hanno riportato ferite lievi mentre 2 adolescenti sono morti sotterrati dalle macerie di un muro crollato.

Già nell’agosto del 1999 un terremoto di magnitudo 7.6 nella Turchia nordoccidentale causò ingenti danni, lasciando oltre 17.000 morti e centinaia di migliaia sfollati. Più recentemente, nell’estate 2017, un altro terremoto di magnitudo 6.7 ha colpito le isole greche e parte della costa turca. Tra gli eventi che hanno caratterizzato il terribile 2020 si aggiunge questo. 

Tra una pandemia in corso e la strenua lotta per il nuovo Presidente degli Stati Uniti, questa notizia non ha destato grande clamore alle cronache internazionali. Un terremoto “silenzioso”, che irrompe, in punta di piedi, nel caos del 2020. 

Grecia e Turchia, avversarie di lunga data, sono attualmente in disputa sui diritti di perforazione dei giacimenti di gas naturale nel Mediterraneo orientale, con le flotte navali pronte a scontrarsi tra loro. Ma sia greci che turchi condividono una storia di sofferenza causata dai terremoti, e questo li ha avvicinati, anche se solo per un po’. 

Poco dopo il terremoto, il signor Mitsotakis, primo ministro greco, ha offerto le sue condoglianze al presidente turco Recep Tayyip Erdogan, in un post su Twitter. Erdogan ha subito restituito il sentimento, offrendo le condoglianze ai greci e notando che anche la Turchia è pronta “per aiutare la Grecia a guarire le sue ferite”, sottolineando “che due vicini dimostrino solidarietà nei momenti difficili è più prezioso di molte cose nella vita”.

Un richiamo inaspettato alla solidarietà tra uomini, che risulta essere, anche a livello politico e non solo umano, l’arma vincente, sia per la Turchia, sia per la Grecia e per tutto il mondo, che sta affrontando l’ora più buia del XXI secolo. 

 “Qualunque siano le nostre differenze” scrive su Twitter il Presidente Mitsotakis, “questi sono momenti in cui il nostro popolo ha bisogno di stare insieme”.

Marco Girgenti