Il 15 settembre ha preso il via la settantacinquesima Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, ma in una veste diversa dal consueto.  Le normative per il contenimento del Covid-19, come anche la necessaria permanenza dei capi di stato nelle rispettive nazioni, hanno impedito lo svolgersi della normale assemblea plenaria nel Palazzo di Vetro di Manhattan. I leader hanno inviato video preregistrati dove hanno espresso il proprio punto di vista sui temi su cui l’assemblea era incentrata come, ad esempio, la pandemia, il cambiamento climatico, le tensioni politiche nel Medio Oriente. Altre tematiche analizzate sono state il disarmo nucleare e il rispetto dei diritti umani, con focus particolare verso le rivolte dopo le elezioni politiche in Bielorussia e la rielezione di Lukashenko. 

Che sia la problematica situazione internazionale o il particolare svolgimento di questo evento (che non prevede una discussione o uno specifico dibattito sui messaggi di ogni Stato), questa assemblea è stata caratterizzata da toni molto accesi da quasi ogni direzione, con molte accuse e richieste di non interferenza sovranazionale. 

United Nations/Handout via REUTERS

Uno degli interventi più attesi e discussi è certamente stato quello del Presidente americano Donald Trump, il quale ha ribadito l’accusa verso la Cina riguardo la diffusione del virus nel mondo, denominandolo Chinavirus ed esaltando il lavoro americano per lo sviluppo del vaccino, nonché la mobilitazione governativa tra i cittadini per il contenimento della diffusione. Successivamente, Trump ha spostato l’attacco verso il tema ambientale, sottolineando come ogni anno il gigante asiatico scarichi negli oceani milioni di tonnellate di plastica e rifiuti, inquinando le acque e danneggiando l’ecosistema marino. 

Xi Jimping, Presidente della Cina, ha utilizzato invece toni più cauti nell’analisi della situazione corrente. Ha invitato la comunità internazionale alla collaborazione, ponendo particolare attenzione alla salute dei singoli cittadini e al loro benessere futuro, rigettando ogni accusa di strumentalizzazione politica del virus. Ha sottolineato, inoltre, la stretta connessione tra tutte le nazioni del mondo, indicando come la prosperità di una non può prescindere dal contesto globale nel quale si trova e che, di conseguenza, è più che mai necessaria una reale rete di aiuti globali per una stabile ripresa dopo la crisi. Xi Jimping ha, inoltre, annunciato che la Cina, il più grande produttore di gas serra del pianeta, ha posto il 2060 come data in cui le emissioni di anidride carbonica verranno ridotte quasi a zero: una svolta radicale nell’agenda politica cinese riguardo l’ambiente.

Un altro intervento fortemente atteso è stato quello del premier russo Vladimir Putin, il quale ha ribadito i messaggi di cooperazione del corrispettivo cinese riguardo l’importanza della collaborazione internazionale al fine di non lasciare nessuna nazione indietro, concentrando il discorso su una totale rimozione delle barriere commerciali tra gli Stati. Il punto focale dell’intervento è stato, però, l’annuncio riguardo lo stato dei lavori del vaccino anti Covid-19, che sembrano essere notevolmente avanzati. L’obiettivo è quello di arrivare a una sua distribuzione gratuita entro la fine dell’anno. 

Altri messaggi importanti sono stati quelli del premier brasiliano Jair Bolsonaro e di quello turco Recep Tayyip Erdogan. Bolsonaro, dopo aver trattato il tema Covid-19, è tornato sulla questione incendi nella foresta amazzonica, affermando come la grande ricchezza che questo ambiente offre, ha provocato una campagna di disinformazione atta a screditare il proprio governo e avvantaggiare imprese estere che hanno interessi economici sul territorio. Il premier turco ha trattato invece la tensione commerciale tra il proprio stato e la Grecia riguardo le aree di competenza per una trivellazione per l’estrazione di gas nel mar Mediterraneo. 

L’obiettivo finale che si evince dalle parole di ogni leader è quello dell’estrema necessità di una piena cooperazione internazionale guidata dall’ONU e dalle altre istituzioni sovranazionali, al fine di avere una strategia comune che possa guidare il pianeta fuori dalla crisi sanitaria e che possa mantenere una strada condivisa di decisioni per quanto riguardo il tema ambientale, ora più che mai essenziale nelle agende politiche di ogni stato. 

Damiano Tomassetti