In tempi di Coronavirus e distanziamento sociale, comunicare e condividere con altre persone è più difficile. Incontrarsi, scambiare due chiacchiere e, perché no, le proprie opinioni, è diventato negli ultimi due mesi, impensabile, se non impossibile. Per questo in molti hanno sentito il bisogno di reinventarsi e scoprire nuovi modi per incontrarsi, seppur attraverso piattaforme online. 

È il caso di Marianna D’Antona, ventidue anni, palermitana, studentessa triennale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università Cattolica Del Sacro Cuore di Milano e Lorenzo Giudice, ventitré anni, salernitano, laureato in Scienze Politiche, Sociali ed Internazionali presso l’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, ora studente del corso magistrale di Governo e Politiche presso la LUISS Guido Carli di Roma. 

Proprio con Lorenzo ho scambiato due chiacchiere sul Corona Talk Show, ideato insieme a Marianna D’Antona, e sul suo personalissimo Giudice’s Loft Party

Lorenzo, com’è nata l’idea di creare dei luoghi di incontro virtuali di condivisione e approfondimento, dove è possibile incontrarsi nonostante le restrizioni e l’isolamento forzato degli ultimi mesi?

Durante questo periodo di quarantena abbiamo tutti avuto la necessità e, se vogliamo, il tempo per realizzare tutti quei progetti che fino a ora avevamo accantonato e che ci limitavamo solo a “spolverare” di tanto in tanto, senza mai mettervi mano veramente.

Nel tempo libero mi diverto a fare il Disk Jockey o a documentarmi su mondo radiofonico e musica in generale. Era da tempo che desideravo creare un radioshow, in cui parlare di musica e ospitare colleghi DJ e amici affinché mi parlassero del loro percorso musicale. 

Lo vedo come un mezzo per portare la mia passione a un altro livello rispetto quello delle semplici esibizioni nei locali. Ho iniziato a chiamare un po’ di amici per raccogliere adesioni e diffondere l’idea, e ne ho parlato, per pura conoscenza, anche a Marianna, che mi ha suggerito di inserire anche la politica all’interno dello show.

Non saprei descrivere la sensazione, ma è stato come se entrambi, dopo quella telefonata, avessimo ben chiaro cosa fare. Nel giro di poche ore abbiamo sviluppato il progetto Corona Talk Show, ci siamo organizzati con le piattaforme e i software di registrazione, videochiamate e montaggio, abbiamo creato i canali social (Facebook, Instagram) e abbiamo iniziato a contattare i nostri ospiti fissando le date delle loro puntate. È venuto tutto da sé. 

Quanto all’idea del radioshow musicale Giudice’s Loft Party, ho trovato il modo giusto per dedicarmici ed è ufficialmente in onda. Posso affermare che entrambi i progetti stanno regalando grandi soddisfazioni.

Come per ogni progetto che si rispetti, sono sicura che dietro il Corona Talk Show ci sia un’idea fondante, uno scopo principale che cercate di portare avanti puntata dopo puntata e che fa da fil rouge tra un incontro e un altro, mi sbaglio?

Sicuramente il principale scopo è quello di contribuire ad alleviare la noia da quarantena. Vogliamo fare in modo di mantenere attiva la materia grigia, sia nostra sia di chi ci ascolta. 

Ci si rende conto facilmente che in periodi come questo è facile essere consumati dalla sterile routine o si è fortemente tentati di abbandonarsi all’ozio o allo spreco di tempo. 

Con il Corona Talk Show intendiamo stare insieme da lontano, ricreare l’atmosfera di un salotto casalingo in cui scambiare idee, pensieri e opinioni, nel massimo rispetto reciproco, esattamente come faremmo dopo una cena tra amici. 

In questo momento, poi, secondo noi è necessario mantenersi attivi mentalmente, continuare ad esercitare il proprio pensiero critico e prepararsi al meglio per la grande ripresa, che ci vorrà tutti al massimo delle nostre capacità. 

Ora che la fase uno è terminata e con gli esami ormai alle porte, mi chiedo cosa ne sarà del Corona Talk Show, se si tratterà di un esperimento che si concluderà a fine emergenza o se continuerà anche quando il peggio sarà, finalmente, alle nostre spalle. 

Siccome la sessione d’esami incombe su tutti, abbiamo deciso, di comune accordo, di sospendere temporaneamente la nostra attività, continuando comunque, tra noi, a lavorare per assicurare una presenza stabile sui social e su Youtube (il canale è Corona Talk Show). 

Finora abbiamo registrato undici puntate, spaziando tra storia, Covid-19, misoginia e violenze di genere e non abbiamo intenzione di fermarci adesso. 

Il progetto è del tutto on-going. Viene costantemente manutenuto, migliorato e implementato con nuove caratteristiche, in modo che non sia mai scontato. 

I nostri progetti futuri implicano sicuramente una continuazione in pianta stabile, cercando di raggiungere sempre nuovi livelli. 

Quando l’emergenza Covid finirà, ci si augura il più presto possibile, è probabile che il nome del progetto cambierà, ma continuerà certamente ad esistere ed a crescere.

Nonostante il temporaneo stop, dovuto a esigenze di studio, il Corona Talk Show è stato per mesi e tornerà a essere un appuntamento serale tra amici che dialogano tra loro e si scambiano conoscenze e preziose informazioni.

Il Corona Talk Show a buon diritto si iscrive tra i progetti e i nuovi modi di reinventarsi che gli studenti di tutta Italia hanno trovato in questo drammatico periodo storico. 

Vista la loro originalità e la loro intraprendenza, Marianna e Lorenzo meritano un plauso. Aspettiamo tutti con ansia la ripresa delle loro trasmissioni.

Il Corona Talk Show è aperto a collaborazioni: partecipare è molto semplice, basta mandare una mail all’indirizzo coronatalkshow@gmail.com e proporre argomenti e temi di dibattito, sui quali organizzare una chiacchierata di venti minuti da registrare e pubblicare.

A cura di Anastasia Laurelli