Si parla della più grande emergenza del post dopoguerra: il nuovo Coronavirus sta mettendo a dura prova l’intero pianeta. Stravolte tutte le abitudini: città e strade vuote, smart working – quando possibile, lezioni via web, rapporti limitati al solo nucleo familiare e ai dipendenti dei servizi essenziali. Per il resto, tutto in videochiamata.

E lo sport? Vietato anche questo all’aria aperta se non si rimane nei dintorni della propria abitazione. Tuttavia, in controtendenza, si stanno moltiplicando gli allenamenti da casa, i consigli e le dirette dei campioni, i quali si fanno portavoce della campagna “#distantimauniti”, poiché costretti a rimanere in casa vista la sospensione di quasi tutte le manifestazioni sportive e gli allenamenti.

Ma tali sospensioni hanno posto grandi problemi, a partire dal mondo del calcio (in cui inevitabilmente c’è il maggior impatto economico) ai vari eventi preolimpici utili alla qualificazione per Tokyo 2020.

Anche la UEFA ha deciso di posticipare Euro 2020 (ora Euro 2021), le finali di Europa League al 24 giugno, e le finali di Champions League al 27 dello stesso mese. Inoltre, in Italia, la Serie A dovrebbe riprendere il 2 Maggio e terminare il 28 giugno. 

Rimangono però in bilico le sorti dei Giochi di Tokyo. Olimpiadi: sì o no? Questo è il dilemma. Dopo la riunione del CIO (Comitato Olimpico Internazionale) lo scorso 17 marzo, il presidente Bach riteneva qualsiasi decisione precoce, ma che – per il momento – la cancellazione non era in agenda; ciononostante, erano sotto osservazione diversi scenari. Però, già dopo pochi giorni era diventata sempre più persistente l’idea di posticiparli ad ottobre 2020.

In risposta alla prolungata situazione di stallo, molti sono stati gli atleti, i presidenti e le delegazioni a esprimersi: nelle prime ore del 23 marzo, i comitati olimpici di Canada e Australia hanno dichiarato che non avrebbero partecipato ai giochi qualora svolti regolarmente. 

Forti discussioni sono state portate avanti dagli stessi atleti, preoccupati che, date le restrizioni, non tutti avrebbero avuto le stesse possibilità di allenarsi, con il rischio di risultati falsati o, perlomeno, non completi.

Ma infine, ecco la notizia arrivata martedì 24: il premier giapponese Abe ha dichiarato di aver trovato un accordo con il CIO per spostare le olimpiadi all’estate del 2021. 

A cura di Melania Carillo