Il 5 dicembre, nella sede di viale Pola si è tenuta la conferenza, resa possibile da Luiss Finance Club, Turning green: l’affermazione delle tematiche ambientali nell’agenda politica. Il tema, sempre più prominente e discusso in tutto il mondo, ci è stato presentato dai professori Francesco Giorgino, Umberto Pessi, Gianfranco Pellegrino e Michele Sorice e discusso dal ministro dell’ambiente Sergio Costa.

Il discorso è doverosamente partito dal significato della parola sostenibilità, termine dal significato multiplo in italiano in quanto può essere associata alla dimensione ambientale tanto quanto alle dimensioni sociali e culturali della nostra realtà. In questo caso, come ci spiega il professor Giorgino, si parla di una sostenibilità che viene forse resa più chiaramente dai termini sustainability dall’inglese e development durable dal francese. Questi due termini, indicano chiaramente come la parola si sia con il tempo aggregata a quello dello sviluppo e, di conseguenza, al modo di fare industria e di fare politica. In Italia, ci sono un gran numero di aziende che uniscono la sostenibilità all’interesse economico. Ed è proprio per questa ragione che l’agenda politica è importante. Come sottolinea il ministro Costa, infatti, è necessario avere una “visione” da proporre ai cittadini, nel quale ambito poi presentare dei tasselli, che scompongano la complessità di un tema così arduo e trasformino un progetto politico-ambientale in una sequenza di step più semplici dai quali partire. La domanda che si pone è però: qual è questa visione e quali gli step per realizzarla?

Quello che stiamo vivendo, è un momento di transizioni complesse, poiché la necessità di cambiamento si sta scontrando con i bisogni che ognuno di noi ha nella propria vita di tutti i giorni e ai quali non è disposto a rinunciare. Come tutto, in questa visione, i benefici e i costi potrebbero essere in squilibrio. Tuttavia, Costa ci incoraggia a vedere il rapporto benefici/costi in termini della visione. “Il mio beneficio, non devo misurarlo nell’annualità”, ci spiega, poiché progetti di tale portata vanno osservati in prospettiva e richiedono tempi lunghi e cambiamenti radicali nel modo di pensare di ognuno.

È per questo che l’inclusione di temi ambientali nell’agenda politica è così importante in quanto potrebbe essere il driver of change di azioni su larga scala necessario a cambiare non solo il modo di fare politica, ma anche il mondo del lavoro e quello di tutti i giorni, lanciando un forte messaggio a tutti i cittadini.
Fortunatamente, è quello che sta accadendo attualmente: nel corso degli anni, la politica ha iniziato a coinvolgere sempre di più i temi ambientali, per poter essere competitivi ed in linea con le esigenze di marketing del momento. Una netta “inversione del paradigma” per il quale, in precedenza era l’ambiente ad inseguire la politica. Un cambiamento in meglio, sicuramente che però, visti i recenti trend in tutti gli ambiti socio-culturali quanto in quelli industriali, spinge a chiedersi quanto di questo sviluppo politico sia un investimento culturale e quanto invece sia una scelta puramente mirata a rendersi competitivi sul mercato politico di oggi. 

Infatti, il Ministro Costa ci tiene a sottolineare che c’è una grande differenza tra fare politica e fare elettoralismo. L’elettoralismo porta a cambiamenti più visibili nell’immediato, con lo scopo di ottenere consensi. Dall’altra parte invece, fare politica è la “gestione di un bene collettivo che supera le generazioni”. Si tratta spesso di prendere provvedimenti che portano ad un cambiamento più graduale e meno evidente, ma che a lungo andare possono davvero fare la differenza. E’ un po’ questo l’obbiettivo che si pone Costa: trovare dei tasselli che, sommati insieme, possano trasformare in una realtà concreta la sua visione.

A questo proposito, il Ministro ci ha fornito alcuni esempi, tra cui il più importante è sicuramente il Decreto Clima, che è stato ampiamente discusso nelle ultime settimane. In particolare, molta attenzione mediatica è stata rivolta a proposte come quella inerente alla riforestazione urbana o agli incentivi ai green corner (negozi all’interno dei quali è possibile acquistare alimenti sfusi).

Tuttavia, il ministro Costa invita a soffermarci su un altro aspetto del Decreto Clima, di cui si è sentito parlare molto meno: gli articoli 1 e 1bis. Questi due articoli aggiungono un elemento plurigenerazionale ai provvedimenti climatici, cambiando effettivamente il sistema della programmazione economica italiana. In sintesi, questo significa che in futuro, “chiunque farà programmazione economica in Italia dovra’ farlo secondo i principi di ecosostenibilità”. Infatti, grazie all’art. 1. e 1bis, il CIPE si trasforma in CIPESS, ovvero nel Comitato Interministeriale della Programmazione Economica di Sviluppo Sostenibile. L’importanza di questo provvedimento sta anche nella sua novità. l’Italia è infatti il primo paese al mondo a proporre una norma di questo genere.

Un altro traguardo importante per l’Italia è sicuramente il PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima) che rivede tutte le riduzioni in atmosfera e il cambiamento dal vecchio sistema di produrre al nuovo e che è stato giudicato dall’UE come uno dei tre migliori d’Europa.

Insomma, ci vorrà del tempo, ma dei passi avanti verso un paese (e un mondo) più “green” si stanno muovendo. Dal punto di vista culturale, il nostro paese non è forse ancora pronto ad accettare cambiamenti radicali, perciò molte trasformazioni dovranno avvenire gradualmente. D’altra parte, risulta sempre più evidente che i cambiamenti climatici non siano qualcosa di ipotetico o lontano nel tempo. Si tratta di qualcosa che sta già avvenendo e che è stata anche certificata da enti competenti come l’IPCC (il braccio scientifico delle Nazioni Unite).

Per questo motivo, il Ministro Costa invita le nuove generazioni a rimanere informate sul tema e continuare a impegnarsi per contrastare i cambiamenti climatici, ricordandoci che “Noi non possiamo fare a meno del pianeta, ma il pianeta può fare a meno di noi”.

A cura di Lavinia Valzecchi e Anita Fischetti