Fin da piccoli ci insegnano che lo sport, in particolar modo il calcio, sia una grande opportunità per divertirsi, stare in compagnia, fare nuove amicizie e, ancora di più, per sentirsi tutti uguali. Infatti, non importa l’età, il colore della pelle o la religione, con una palla e due porte, sparisce tutto.

Oggi, però, sembrerebbe che tutto questo non abbia più valore. Lo stadio, ritenuto da molti come un luogo sacro, ormai è continuamente profanato dal diffondersi di una piaga inarrestabile: il razzismo.

Il razzismo nel calcio è un fenomeno che si sta sempre più propagando sia in Italia che nel resto d’Europa e sembrerebbe non esserci alcun tipo di soluzione. Quest’ultimo mese è stato segnato da un’ingente quantità di episodi che hanno coinvolto molti giocatori di diverse nazionalità.

Domenica 3 novembre allo stadio Bentegodi è andato in scena il match tra Verona e Brescia. Durante la partita Mario Balotelli, attaccante della squadra ospite, è stato vittima di continui insulti e “ululati” ai quali il giocatore, ormai stufo, ha risposto calciando la palla contro i tifosi del Verona.

Ci sono stati momenti di tensione durante i quali Mario è sembrato non intenzionato a proseguire la partita ma, grazie anche al supporto dei compagni, ha continuato, reagendo a tutta quella stupidità e ignoranza a modo suo, ossia segnando un meraviglioso goal sotto l’incrocio dei pali. Infatti, Balotelli non è nuovo a episodi del genere cosi come Kalidou Koulibaly, difensore del Napoli, più volte vittima di insulti e cori razzisti.

Neanche una settimana dopo, il 10 novembre, durante Shakhtar Donetsk-Dinamo Kiev, si è verificato un altro gravissimo episodio di razzismo. Questa volta la vittima è stata Taison, attaccante brasiliano della squadra di casa. Il giocatore ha dapprima risposto mostrando il dito medio e, successivamente, scaraventando la palla contro i tifosi della Dinamo. L’arbitro è intervenuto espellendo il brasiliano, uscito in lacrime dal campo. Inoltre, ha deciso di sospendere la partita per cinque minuti.

Un altro rinomato, seppur triste, episodio riguarda l’allora giocatore del Barcellona Dani Alves. Durante Barcellona – Villareal, il brasiliano si diresse verso la bandierina del calcio d’angolo quando dagli spalti volò una banana diretta verso di lui. Egli non si scompose davanti a quel gesto razzista, anzi, la prese, la sbucciò e ne mangiò un pezzo davanti a tutto lo stadio.

La cosa più scioccante è che questi eventi coinvolgono tutte le massime serie poiché si sono realizzati in Ligue1, Bundesliga, Premier League, Eredivisie ma anche nel campionato turco e dell’Est Europa.

Tali fenomeni, seppur molti, sono solo pochissimi esempi di quello che succede durante le partite. Infatti, in molti casi non ne veniamo a conoscenza poiché avvengono in campionati minori dove non ci sono telecamere a riprendere quello che succede.

Fortunatamente accadono anche episodi ben diversi da questi. Il 19 novembre, nel corso della partita Olanda-Estonia, dopo il goal della squadra di casa, Wijnaldum e De Jong si sono schierati a favore di telecamere e macchine fotografiche per festeggiare a modo loro. I due giocatori hanno mostrato i propri avambracci, uno vicino l’altro, per testimoniare che non c’era alcuna differenza. Erano uniti sotto la stessa bandiera, indossavano la stessa maglia e l’unico colore era l’arancione dell’Olanda.

Ad oggi, purtroppo, i provvedimentimessi in atto sono ancora insufficienti e blandi. Essi si limitano a partite senza curve, sanzioni pecuniarie e sospensione del match per pochi minuti. Solo pochi “pseudo tifosi” sono individuati dalle forze dell’ordine e allontanati per sempre dai campi di gioco.

Bisognerebbe fare molto di più affinché questo sport torni alle sue origini e gli stadi si ripopolino di famiglie e giovani che vanno lì per godersi quello spettacolo che solo il calcio sa regalare.

Il calcio, come tutti gli sport di squadra, nasce per unire e non per dividere come in molti ci vogliono far credere.

                                                                                  A cura di Giuseppe Quadraroli

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