Il 19 novembre 2019 si è festeggiato il bicentenario di uno dei musei più importanti d’Europa e del mondo, il Museo del Prado a Madrid. Il Museo, come quello di Reina Sofía e il ThyssenBornemisza, è uno dei simboli della capitale spagnola ed ospita ogni anno milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo.

A differenza però di quanto si possa pensare, quando fu progettato, il museo non venne ideato per diventare una delle pinacoteche più importanti al mondo, che oggi conta ben 3 milioni di visitatori l’anno, ma per essere destinato a ospitare soltanto le opere d’arte del Re Ferdinando VII, restituite alla famiglia reale dopo la sconfitta di Napoleone nel 1814.

Oggi, invece, a 200 anni di distanza, vanta una collezione di ben 8600 dipinti, 700 sculture, 5000 disegni, 2000 stampe, che vanno dal XII secolo fino all’epoca contemporanea dei maggiori artisti spagnoli, europei e fiamminghi. Tra i suoi magici capolavori è impossibile non rimanere affascinati da Las Meninas di Velázquez, dall’ambizioso Giardino delle delizie di Bosch, dall’atmosfera drammatica e carica di tensione del 3 Maggio 1808, dall’eleganza della Maya vestida e della Maya desnuda di Francisco Goya.

In particolare, per l’evento del suo bicentenario, il Prado ha organizzato una mostra commemorativa dal titolo Memoria audiovisiva del Museo del Prado che riunisce in un’unica collezione l’immagine del Museo negli ultimi 200 anni, attraverso oltre 400 documenti digitalizzati, che saranno disponibili per tutto il 2019.

Unendo il mondo dell’arte con quello della fotografia e del cinema spagnolo del Novecento, la mostra rende omaggio alla storia del Museo, al suo cammino e al suo sviluppo fino ad arrivare a ciò che rappresenta oggi per la cultura spagnola ed europea. Sotto questa nuova prospettiva, esso diventa così un palcoscenico: non si tratta infatti soltanto di un viaggio nel tempo del museo, ma anche di una rappresentazione della storia della Spagna e della sua cultura negli ultimi 200 anni.

Il Museo del Prado è stato infatti un testimone delle numerose vicende della storia spagnola, soprattutto durante i suoi momenti più bui, come la Guerra Civile e la dittatura di Franco. Un viaggio cronologico dunque attraverso il passato, guardando al tempo stesso verso il futuro, sottolineando il ruolo che riveste tale luogo come oggetto di consapevolezza nei confronti del patrimonio spagnolo e l’importanza del museo come spazio di riflessione e ispirazione per le successive generazioni di artisti nazionali e internazionali.

L’idea intorno a cui gravita il bicentenario è quella di celebrare il Museo come un grande dono per la cultura e di spiegare al pubblico in che modo, a seguito di eventi sociali e politici, una collezione privata concepita per la gioia di pochi è finita per diventare un luogo aperto a tutti, conservando nella sua maestosità il fascino dell’atmosfera di opere uniche al mondo. Il bicentenario diventa così una delle tante ragioni per le quali vale la pena di visitare quest’anno Madrid e riscoprire ed apprezzare ancora una volta il nostro patrimonio europeo, che non finisce mai di stupirci e di meravigliarci. 

A cura di Camilla Marzullo

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