Intenso. Ipnotico. Incontrollabile. È difficile rimanere inerti davanti al Joker impersonato da Joaquin Phoenix nel film diretto da Todd Phillips, uscito nelle sale italiane lo scorso 3 ottobre.

Ben lontano dal criminale consumato della saga de “Il cavaliere oscuro”, questo progetto presenta al pubblico un Joker in fieri, un personaggio complesso che scava dentro di sé per cercare risposte a domande che nemmeno pensava di doversi porre.

Fragile e socialmente emarginato, Arthur Fleck vive con sua madre Penny in un appartamento malandato nei bassifondi della Gotham City degli anni ’80. Nonostante il suo sogno di diventare un comico, per guadagnarsi da vivere si accontenta di vestire i panni del clown per un’agenzia dalla dubbia professionalità.

Il suo lavoro lo porta a trascorrere molto tempo in strada. Una sera, a fine turno, dei ragazzi lo malmenano, lasciandolo accasciato al suolo ed incapace di difendersi. Dopo essere venuto a conoscenza dei fatti, un suo collega gli regala una pistola. Spaventato ma allo stesso tempo affascinato dall’ arma, Arthur inizia a vedere un’alternativa alla sua condizione di vittima del sistema, la sua indole remissiva lascia il posto ad un lato via via più irriverente, dando il via ad un’escalation di follia che raggiunge il suo apice nella seconda metà del film.

A mio avviso, Joaquin Phoenix dimostra ancora una volta di essere un attore incredibilmente versatile e dal talento indiscutibile, riuscendo a rappresentare sotto una luce completamente nuova uno dei personaggi più inflazionati dell’universo cinematico DC Comics.

Già premiato con il Leone d’Oro a Venezia, non resta dunque che attendere gli Oscar per capire fino a che punto sarà riuscito a spingersi il fenomeno Joker.

A cura di Erica Maida

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