Il biglietto Global Pass Interrail è un piccolo pezzo di carta, precario e a poco prezzo. E come una bacchetta magica apre le porte di ogni rotaia europea per un limite ben preciso di giorni di viaggio, che variano in base alla somma spesa.

Viaggiare in treno per l’Europa ipotizzando solo l’itinerario ideale è un’esperienza faticosa ma molto intensa. Mette alla prova nervi, spirito di adattamento e pazienza. Se si è disposti a questo compromesso, si potrà godere di città sconosciute, cibo locale, differenti ospitalità, lingue e abitudini. Poca spesa, tanta resa.

La mia esperienza è stata un viaggio di 14 giorni, nei quali io e poche buone amiche abbiamo visitato 5 citta: Amsterdam, Berlino, Varsavia, Bratislava, Budapest. Questo primo e breve interrail mi ha permesso di redigere un abecedario del viaggiatore, con 3 regole d’oro che si sono rivelate particolarmente utili all’ avventura.

I. CARPE DIEM

Siete a pochi giorni dalla partenza, non avete ancora prenotato né treni né sistemazioni. Ansia – panico – disperazione. State tranquilli. L’interrail è un viaggio che segue la filosofia del Carpe diem di Orazio, secondo la quale basta avere un’idea flessibile di itinerario e prenotare solo il treno per la prima destinazione, che sarà, come presto vi accorgerete, anche l’unica sicura. Vivere l’interrail con questa filosofia permette di godersi il viaggio come vero e proprio pellegrinaggio di scoperta: i posti che visiterete si adatteranno alle esigenze di capienza, orari, flussi migratori che regolano il traffico su rotaie. Pensavate di fare un interrail tra i fiordi del Nord Europa e invece vi siete ritrovati a passeggiare per la piccola Old Town della capitale polacca – ricostruita talmente bene dopo i bombardamenti da entrare a far parte del patrimonio dell’Unesco.

II. AMICI, AMICI, POI TI RUBANO LA BICI

Fondamentale, essenziale, basilare, è che il viaggio venga fatto con amici fidati, amori datati, persone che ci piacciono e che conosciamo bene. Seguendo il flusso della prima regola elencata, i nervi possono essere messi alla prova dalla precarietà. L’ultima cosa che volete è ritrovarvi alle 5 di mattina, dopo una notte passata tra i sedili di un treno, in una città dell’Europa dell’est insieme a una conoscenza di poco conto con una fortissima PMS.

III. BASIC IS MAGIC

Il momento della valigia è un momento catartico per l’essere umano dall’inizio dei tempi. L’uomo ripiega sulla valigia ogni piccola preoccupazione e frustrazione, e nel momento dell’effettivo riempimento viene fuori tutto il materialismo di anni e anni di accumulo consumista. Dentro allo zaino da 70lt vorremmo metterci di tutto: outfit più ricercati, calzini di lana anche se viaggiamo ad agosto (perché non si sa mai), prodotti di skincare che non abbiamo mai usato in vita nostra, innumerevoli paia di scarpe per ogni occasione mondana.

Ricordiamoci: BASIC IS MAGIC.

Non vi servirà niente di più di qualche vestito comodo (che laverete in viaggio), kway, medicine essenziali, salviette intime e un paio di scarpe. Avrete come migliori amici una borraccia, un cuscinetto gonfiabile e mascherina per dormire in treno e, se siete particolarmente sensibili, dei tappi per le orecchie. Il phon spesso è presente nelle sistemazioni (soprattutto se appartamenti), ma potrebbe essere utile avere un lucchetto per gli armadietti degli ostelli e un marsupio per tenersi addosso le cose di valore nelle notti sui mezzi di trasporto. Lasciate a casa trucchi e tacchi.

Su queste poche ma solide basi, sentitevi creativi nell’ architettare il viaggio più impegnativo e arricchente dei vostri giovani anni. Mangerete cose di cui non sapevate l’esistenza e conoscerete viaggiatori da ogni parte del mondo. Due settimane per lasciare il superfluo a casa e accumulare una quantità spropositata di aneddoti tragicomici.

Bon voyage!

A cura di Chiara Sandri

                                         

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