Per un’esperienza di lettura ancora più coinvolgente del romanzo, si consiglia l’ascolto della playlist del romanzo: https://open.spotify.com/playlist/43NDUNvCddG2GTXga57Msy?

Ogni romanzo che leggiamo ha il potere di evocare nella nostra mente un suono, una melodia, una canzone. Quel suono è capace di accompagnarci di pagina in pagina, come una vera e propria colonna sonora ed anche se finiamo di sfogliare l’ultima, quella dolce e malinconica melodia rimane ormai dentro di noi. E’ così che ogni romanzo che leggiamo si differenzia dagli altri ed entra a far parte per sempre della nostra anima.

Come una sorta di letteratura musicale, il maestro giapponese Haruki Murakami si distingue per essere il direttore d’orchestra di ogni suo romanzo; la sua passione per il jazz viene infatti riversata continuamente nel carattere dei singoli personaggi.

Norwegian Wood rappresenta il romanzo pervaso di musica per eccellenza, dove il tema conduttore del libro è lo stesso enigmatico capolavoro Norwegian Wood dell’album Rubber Soul dei Beatles (1945).

La canzone del complesso inglese ci introduce il romanzo già nella prima pagina, dove il protagonista Toru Watanabe, ascoltando la malinconica melodia di sottofondo, ricorda improvvisamente l’incontro con Naoko, una sua amica di infanzia, diciotto anni prima a Tokyo. Da quel momento la stessa musica sembra dare forma e concretezza al lungo flashback di Watanabe, ripercorrendo con nostalgia e forte emozione tutti gli anni della sua adolescenza.

Il clamoroso successo letterario giapponese di tutti tempi è uno dei libri più intimi ed introspettivi di Murakami, dove viene esplorata la parte più ombrosa dell’età adolescenziale e il passaggio all’età adulta. L’adolescenza viene colta nella sua acerba e affascinante bellezza, in tutta la sua imperfezione ed incompletezza. Il protagonista, Toru, trasferitosi a Tokyo per continuare gli studi universitari, come ogni adolescente è continuamente assalito dal dubbio di aver sbagliato o poter sbagliare nelle sue scelte di vita e di amore. Romanzo di grandi contrapposizioni, l’anima di Toru è divisa tra due ragazze completamente diverse: l’eterea e fatata Naoko con un tragico passato alle spalle che la costringe ad un percorso di cure, e la bizzarra ed esuberante studentessa Midori, che lo attirano entrambe con forza irresistibile. A metà tra la vita e la morte, tra fantasia e realtà, tra amore carnale e platonico, queste due ragazze rappresentano i due estremi della stessa personalità di Watanabe. Ripercorrendo il lungo flashback del protagonista, il lettore resta infatti col fiato sospeso per molte pagine, attendendo qualcosa che però non capiterà. Come sempre, sarà la vita che, come un fiume lento ma inarrestabile, trasporterà l’incerto Watanabe e noi lettori nell’unica direzione possibile.

Accompagnati dalle note di Up on the Roof, Claire de lune di Debussy, Yesterday, Here Comes the Sun, Wedding Bell Blues, Blue Velvet, Murakami indaga i temi dell’ amicizia, della tragedia di una perdita, la sessualità e la depressione con una leggerezza tali da poter chiudere gli occhi e seguire il ritmo fluttuando e vagando per le strade piovose di Tokyo insieme ai personaggi. Murakami, attraverso questi brani riesce a plasmare e a trasformare la vita quotidiana di ciascun individuo in letteratura, evocando sensazioni ed emozioni profonde, soffermandosi delicatamente su ogni singolo avvenimento, pensiero e sentimento, anche quello più insignificante o banale.

Norwegian Wood è uno di quei romanzi che unisce in modo del tutto originale il mondo della cultura giapponese con quella occidentale. In tutto il romanzo si può percepire il desiderio e il bisogno da parte dei giovani giapponesi di confrontarsi e di aprirsi totalmente alla cultura oltreoceano, soprattutto nel modo di relazionarsi con gli altri e ritrovando sé stessi nella cultura pop e nella letteratura inglese e americana.

Norwegian Wood è la dimostrazione che ognuno di noi è il portavoce di una melodia, di una colonna sonora. Ciò che viviamo con i nostri occhi, per quanto ci possa sembrare a volte normale, banale, monotono, a tratti malinconico o senza via di uscita, è in realtà uno spartito fatto di note uniche e irrepetibili. La nostra anima, la nostra personalità, il suono delle nostre parole e i nostri gesti sono i veri compositori della sinfonia più elevata che ci sia: la nostra vita.

Se fosse quindi possibile conservare un suono come si fa con una foglia o una farfalla, direi che tra le pagine della mia copia di Norwegian Wood – uno dei romanzi più polifonici che esistano – è custodito come una foglia d’autunno il suono della chitarra emesso in un qualsiasi appartamento di un sobborgo di Tokyo degli anni ’60. In una Tokyo frenetica e caotica, questa melodia rappresenta il simbolo della ricerca della propria identità da parte di tanti giovani che non riescono ad adattarsi ad una società senza individualismo e senza identità.

A cura di Camilla Marzullo.

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