L’Italia e la politica sono due facce della stessa medaglia. Non ci può essere Italia senza politica e non può esserci politica senza Italia. Un connubio indissolubile e di lunga durata. Tuttavia se nel ’48 uno degli obiettivi dichiarati della “Repubblica dei partiti” era fare da supporto ad un nuovo Paese, ad una nuova Italia, nel 2019 non possiamo di certo poter dire lo stesso.

Lo scenario che si sta configurando in questa XVIII legislatura è di pieno stallo politico. Il governo venutosi a costituire tramite l’alleanza tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, sta vedendo comparire sopra di sé delle nuvole fantozziane che non lasciano presagire nulla di buono. Da una parte il governo giallo-rosso si ritrova a dover affrontare la mina del possibile aumento dell’Iva, rischio imminente a discapito di molte famiglie italiane. Dall’altro 5S-PD si ritrovano a doversi difendere dai continui attacchi di Lega, FdI, FI, Italia Viva. Ed è proprio quest’ultimo che sta continuando a imporsi nello scenario politico.

Matteo Renzi – attuale azionista di maggioranza – ha recentemente esposto il suo malumore circa la possibilità che l’Iva aumenti e che quindi l’attuale governo (nato giusto per evitare che l’aumento ricada nelle tasche degli italiani) fallisca nel suo intento originario. La sua inquietudine, tuttavia, ha di fatto aperto un’ulteriore breccia all’interno del sistema politico, scomponendolo e portandolo – nuovamente – a dover trovare una nuova sistemazione. Se da una parte il fronte sovranista-populista capeggiato da Matteo Salvini e Giorgia Meloni si sta sempre più compattando e preparando a quella che sarà probabilmente una delle battaglie politiche più dure e feroci della storia repubblicana, dall’altra parte il fronte di sinistra – e a questo punto direi di governo – si sta rendendo conto sempre di più delle grandi difficoltà che questa maggioranza sta provocando.

In uno scenario che in prima analisi risulta essere sempre più bipolare e che vede quattro grandi forze politiche in contrasto tra di loro, Italia Viva rimane apparentemente ancorato a quella di governo. Un’apparenza – per l’appunto – perché l’ancoraggio all’alleanza 5S-PD non è altro che la certezza di avere il tempo di prepararsi il terreno per la battaglia politica con Salvini (e la Meloni) e di poter controllare e gestire il futuro crollo dell’attuale governo. Un piano politico degno dei migliori statisti, ma che non appaga la sete di potere del leader di Italia Viva. L’obiettivo meno dichiarato ma più ricercato è monopolizzare e acquistare le quote dei moderati che sono attualmente divise tra Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Lega e Forza Italia; e proprio su quest’ultimo verte l’interesse d’IV.

Matteo Renzi e Silvio Berlusconi sono da sempre stati due grandi amanti – spero che il Cavaliere possa perdonarmi – che hanno sempre ben nascosto la loro storia. Un velo di ammirazione e un amore sconfinato verso se stessi hanno sempre caratterizzato il loro rapporto politico. Un velo che è stato silentemente scoperto proprio da Renzi in merito all’apertura di un’inchiesta da parte della magistratura circa la possibilità «che Berlusconi sia responsabile delle stragi mafiose o dell’attentato a Maurizio Costanzo», tanto da portarlo a dichiarare pubblicamente il suo stato d’incredulità. Un sentimento tra l’altro non condiviso da molte altre forze vicine al Cavaliere. Ma è proprio lo stesso Silvio Berlusconi che ha accantonato il suo aplomb e il suo politically correct, attaccando i suoi “alleati” e sottacendo l’apertura a Matteo Renzi.

«Lega e fascisti li abbiamo fatti entrare noi al governo, li abbiamo legittimati noi, li abbiamo costituzionalizzati noi. Il centrodestra lo abbiamo inventato noi. Siamo ancora nel centrodestra, di cui siamo il cuore, il cervello e la spina dorsale»

Quanto dichiarato da Silvio Berlusconi. Un attacco apparentemente gratuito nei confronti dei suoi “alleati”, ma che in realtà getta le basi di quello che sarà il nuovo polo di centro. Renzi vuole Berlusconi e Berlusconi vuole Renzi. Un’alleanza politica che porterebbe finalmente il Cavaliere a incoronare il suo successore e a gettare le basi per il sogno più silente di Silvio Berlusconi.

Matteo Renzi ha mosso l’ennesima pedina, Silvio Berlusconi ha alzato il tiro ed è pronto a chiudere la sua parentesi politica con un gran finale. La Repubblica dei partiti ha abbandonato il suo popolo e sta implodendo al suo interno. Tante pedine per altrettanti attori politici, ma con un’unica certezza: che Berlusconi ha appena emesso il suo ultimo canto, quello del cigno.

A cura di Alessandro M. Alaimo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *