In occasione delle Rome Beach Volleyball Finals, il suggestivo complesso del Foro Italico ha ospitato un convegno sull’importanza della sostenibilità ambientale e su come lo sport possa contribuire a una versione del mondo etica ed ecosostenibile.

Ospiti illustri hanno speso parole di fiducia e ottimismo nei confronti del futuro, a partire dal Direttore Marketing e Business Development Sport e Salute CONI, Diego Nepi.

Fonte: Federazione Italiana Pallavolo – “Over The Block”

Il manager ha evidenziato l’aiuto che un’attività come il beach-volley può dare allo sviluppo ambientale, definendo lo sport come “un media per aggregare e promuovere gli aspetti fondamentali della vita futura”. Sono concetti, come il gioco di squadra, che devono essere adottati e incorporati anche nel campo dell’“eco-friendly”, e da qui nasce il progetto “World in your hands”. Condividere una mentalità sostenibile: questo è il punto di partenza. Un’iniziativa che applica la filosofia del risparmio a partire dall’ambito ristorativo, passando per quello di trasporti e eventi, fino alla gestione stessa dell’area del Foro. Tutto questo condito dall’idea del “take what you eat”: lo spreco alimentare è anch’esso un problema rilevante, aggiunge Nepi, che per ovviare alla difficoltà propone un programma di ridistribuzione del cibo a onlus interessate, al fine di formare un processo circolare. Quest’ultimo è già in atto per quanto riguarda la sabbia dei campi. Questa, difatti, quando il torneo romano sarà giunto al termine, verrà raccolta, accumulata e infine inviata alla città ospitante della prossima competizione.

Se Diego Nepi ha sottolineato un cambiamento a livello pratico, con l’introduzione di progetti innovativi, il direttore generale della FIVB (Federazione Internazionale Volley Ball) Fabio Azevedo si è soffermato principalmente sulla forma mentis individuale. Con un incisivo discorso, ha affermato come il processo di cambiamento debba avvenire seguendo un metodo induttivo. La sostenibilità è un concetto molto vasto, dice Azevedo, e per far sì che diventi protagonista a livello mondiale ognuno di noi deve tenere a mente ogni singola conseguenza delle proprie azioni sulla società e sull’ambiente. I risultati si otterranno motivando ciascuno stakeholder a migliorare singolarmente, affinché si ottenga un miglioramento collettivo. “Our obligation is to make the world a better place through sport”. Parole forti, confidenti del grande impatto che il mondo degli eventi sportivi può esercitare nei confronti della sostenibilità ambientale. L’obiettivo è ispirare le persone a condurre una vita migliore e più sana, per un beneficio dentro e fuori dalla nostra casa. Il direttore ha infine concluso ribadendo come si senta responsabile dello sviluppo ecosostenibile attraverso lo sport, e come tutto il contesto sportivo si debba predisporre per intervenire e supportare il cambiamento.

Fonte: Adnkronos

Ma in che modo uno sport come il beach volley può effettivamente impattare sulla salvaguardia dell’ambiente? Lo ha spiegato Donata Taddia, Project Manager FIVB, introducendo il GoodNet Project. Un programma innovativo nato sulle sabbie di Copacabana, Brasile, nel Marzo 2019. La passione per la spiaggia ha portato a un brillante procedimento per coniugare la sostenibilità con gli sport a stretto contatto con mare e oceano: raccogliere le reti da pesca che vengono disperse in mare dai pescatori e trasformarle in reti per campi da beach volley. Le cosiddette “reti fantasma” sono un grave pericolo per la fauna marina, che sempre più volte ormai rimane intrappolata e di conseguenza uccisa. Per questo motivo, l’iniziativa offre un incentivo in più per praticare sport e fare del bene allo stesso tempo. Sono state inoltre applicate le immagini delle possibili specie animali vittime di questo fenomeno sulle reti stesse dei vari campi da gioco, una delle quali presente proprio nel centro del Foro Italico. Sono numerose, aggiunge Taddia, le federazioni nazionali che si sono fatte coinvolgere dal progetto, e a cui è stata data la possibilità di personalizzare il piano, a seconda del contesto, e contribuire alla storia. Come se non bastasse, le reti si sono rivelate pericolose non solo per gli animali, ma anche per chi naviga, seppur parecchio a largo dalle coste. A testimoniare ciò Francesco Mengucci, responsabile Organizzazione Asd Eco Sailing, che ha raccontato la straordinaria impresa di Matteo Miceli. Un giro del mondo via mare, su una barca a vela costruita da lui stesso, in totale autosufficienza energetica e alimentare. Un lungo viaggio, che proprio al suo termine è stato però interrotto da una vasta rete da pesca, che ha danneggiato la chiglia della nave e di fatto fermato il suo corso. Il problema non è affatto da sottovalutare, perché è reale, e ci colpisce direttamente.

Perché rispetto per l’ambiente vuol dire rispetto per sé stessi. Esordisce così il direttore generale della Luiss, Giovanni Lo Storto, che, riprendendo l’approccio di Fabio Azevedo, si pone come obiettivo l’educazione alla sostenibilità, a partire dall’ateneo. A dimostrazione di ciò, la Luiss si mostra una delle università più all’avanguardia nel contesto eco-friendly, dopo aver abolito completamente l’utilizzo della plastica monouso in tutto il complesso. Lo Storto, successivamente, ha focalizzato il suo discorso sul concetto di sostenibilità stesso, e sull’accezione negativa che la lingua italiana ne fa trapelare. Difatti, sostenibilità viene spesso associata ad un peso, ad una fatica aggiuntiva, che va oltre la nostra vita quotidiana. Tuttavia, questa si rivela essere un’effimera illusione. Nel vocabolario inglese, infatti, “sustain” sta a indicare anche il pedale del pianoforte che permette al suono di essere più duraturo. Una volta creata una bellezza come la musica, quel pedale consente di mantenerla nel tempo. Così, partendo dalle piccole cose, il nostro compito è di premere quel pedale affinché l’infinita bellezza che ci circonda possa rimanere nel tempo.

Perché sostenibilità è durevolezza.”

A cura di Andrea Granata

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