Lavinia Feliziani è una giovane modella. Ha 22 anni ed è nata e cresciuta a Roma. Attualmente studia all’Accademia di moda di Firenze mentre porta avanti il suo lavoro. È stata capace di sfruttare un’occasione, una passione e farne il proprio mestiere. È una ragazza carismatica, solare, che ama il suo lavoro ma è consapevole delle sue limitazioni e del fatto che in futuro potrebbe ritrovarsi a fare qualcosa di diverso. Tuttavia, la cosa non la spaventa per niente, anzi, la possibilità di passare ad un’altra occupazione la stimola e la entusiasma. In questa intervista Lavinia ci parlerà in dettaglio di se stessa, del suo lavoro e degli alti e bassi che il mondo della moda le ha fatto attraversare.

  • Hai sempre voluto fare la modella?

Anche se ho sempre avuto un’attrazione particolare fin da piccola, è qualcosa che è nato con il tempo ed ha continuato a cambiare e crescere. Tuttavia, la concezione della moda e delle modelle si trasforma con il passare del tempo e soprattutto è un qualcosa che va capito.

  • C’è qualcosa in particolare che ti ha fatto avvicinare a questa professione?

Direi che più che un evento è stata quasi la mia scelta di vita che mi ha avvicinato al mio lavoro. Il fatto di intraprendere art direction come corso di studi mi ha avvicinata tanto a questo campo. Lì è nata l’opportunità di fare della mia passione un lavoro. Ho conosciuto degli studenti che, facendo design, mi hanno chiesto di farmi delle foto o provarmi dei capi. Da un’occasione è nata una vera e propria opportunità di lavorare.

Foto di: Masa Kurihara
  • Come descriveresti il tuo lavoro?

Divertente, molto stancante, devi saperlo prendere. Ma, soprattutto, direi che è altalenante. Non ti da certezze, non è per sempre, ed è forse la scelta più coraggiosa che si possa fare a livello lavorativo. Tuttavia, se ti piace, sa essere veramente gratificante.

  • Hai mai pensato alla possibilità di svolgere un altro lavoro?

Si, assolutamente, lo penso tutt’ora. Credo che il lavoro della modella sia un’onda che cavalchi più che puoi ma che, a un certo punto, è destinata a morire. Mi piacerebbe lavorare per un magazine o nell’organizzazione di eventi. Sto studiando moda proprio per farne il mio futuro. Anche se spero che questo lavoro duri più che può, sono sicura che un domani farò altro ed in un certo senso non vedo l’ora.

  • Il lavoro di modella non è sempre semplice, quali sono le difficoltà più grandi che hai incontrato?

Sicuramente la difficoltà più grande è quella di doverti confrontare con altre ragazze e soprattutto con dei clienti che sono esigenti e pretendono da te soltanto una tua sfumatura e non per intero quello che sei. Ci si deve sempre sentire bravi o belli abbastanza per questo lavoro. Credo che l’ambiente in sé sia il limite stesso di questo lavoro, non è il massimo, soprattutto per ragazze giovani, ci si sente sempre sotto giudizio ed è un qualcosa che purtroppo anche psicologicamente ha la sua importanza. Per quanto riguarda altre difficoltà, credo che sia soltanto il ritmo la cosa che mette un po’ più in difficoltà.

Foto di: Haculla
  • Non tutte riescono nel tuo campo, tu sei arrivata molto in alto. A cosa attribuiresti il tuo successo lavorativo?

Credo che il successo sia qualcosa che viene con il tempo e con la dedizione. Questo è un lavoro dove ci si deve sempre mostrare pronte, felici ma soprattutto predisposte e propositive. Non sempre tutto va bene. Tuttavia, non ci si deve arrendere, credo che il momento positivo prima o poi arrivi per tutti. Il lavoro di modella non è costante, ci sono anni in cui fai un lavoro solo e anni in cui non sai come gestire i tuoi impegni perché sono troppi. Credo che la mia sia stata fortuna, non credo di avere qualche dote particolare. Ma soprattutto ci vuole forza di volontà e passione prima di tutto.

  • Hai lavorato per marchi di fama internazionale, come ci si sente a rappresentarli in passerella?

È una sensazione molto difficile da spiegare, ho 21 anni e ogni giorno quando mi dicono “ma tu hai sfilato per Dolce e Gabbana” devo ancora crederci fino in fondo. Personalmente credo che il momento più bello di questo lavoro sia proprio quando sei lì, quando cammini e porti con fierezza quello che indossi per mostrarlo a qualcuno. La cosa è molto emozionante; credo che quel momento sia un po’ come lanciarsi col paracadute, non sai bene come sta andando, non sai neanche cosa stai provando, ma sei tanto contenta e agitata allo stesso tempo. Ma se vieni da un mondo che è tutto fuorché vicino a quello della moda, ci metti del tempo, te lo devi ripetere tutti i giorni.

  • Oltre a lavorare sei anche una studentessa, cosa ti ha fatto prendere la decisione di continuare i tuoi studi?

Ho sempre dedicato tanto tempo e fatica ai miei studi ed è una cosa che non mi è mai pesata, credo che la conoscenza sia una delle cose più belle. La mia famiglia mi è sempre stata vicina e mi ha spronata a fare qualcosa che amo a livello di studi. Ho avuto la fortuna di poter studiare qualcosa che mi appassionasse e questo mi ha aiutata a continuare. Non ho mollato perché penso che la realizzazione sia la cosa più importante nella vita. Il mio sogno più grande è quello di vedermi realizzata e di occupare una posizione per la quale ho combattuto e studiato a lungo.

Foto di: Ruggero Mengoni
  • Dove ti vedi tra dieci anni?

Fuori dall’Italia, non so bene cosa farò, ma sono una persona con una mente molto aperta. Non vedo l’ora di finire gli studi proprio per vedere cosa di inaspettato mi capiterà. Il mio corso di studi è molto ampio e la comunicazione di moda si può tradurre in mille modi diversi. So che mi piace la scrittura e la grafica, ma non mi precludo nessuna opzione. Credo che tra dieci anni sarò dove la dedizione mi porta.

  • Ti sentiresti di dare qualche consiglio ai lettori?

Credo che il consiglio più forte, più potente che si possa dare, non è tanto quello relativo al mondo della moda. La moda è passeggera, oggi c’è, domani ce ne sarà un’altra. Quello che credo sia più importante consigliare sia di non mollare mai, non fermarsi mai. Fare le cose con calma ma senza fermarsi un attimo, non abbandonare mai il tuo desiderio più grande. Ma soprattutto, darsi del tempo, perché è con il tempo che fioriscono i fiori più belli.

A cura di Lavinia Valzecchi