Ciao a tutti i lettori di LED! Siamo Alessandro, Giacomo e Glauco, tre studenti della LUISS in Erasmus a Parigi. Uno di noi viene dal canale B di Scienze Politiche e gli altri due da PPE, siamo coinquilini e per questo semestre frequentiamo Sciences Po, nel cuore del settimo arrondissement parigino. Pquesto semestre frequentiamo Sciences Po, nel cuore del settimo arrondissement parigino.

Erasmus a Sciences Po: consigliereste l’esperienza?

Il progetto Erasmus è ormai un must nel nostro settore. Sciences Po è sicuramente una metà eccellente, un vero e proprio tempio delle Scienze Politiche situato nel quartiere latino, cuore pulsante della vita accademica francese. È una meta ambita per accedere alla quale c’è sicuramente una grande competizione, ma il gioco vale la candela e non solo per l’impatto positivo che può avere sul curriculum.

Giornata tipo

Sveglia alle 7.30 e poi si inizia a studiare. Essendoci poche ore di didattica in classe, la maggior parte del lavoro si fa autonomamente a casa o in biblioteca. Le lezioni diventano quasi un “intervallo” tra una sessione di studio e l’altra, ma tranquilli, il tempo per rilassarsi con una corsa, una passeggiata o un aperitivo si trova sempre.

Cosa importereste dal sistema universitario francese? Cosa esportereste di quello italiano?

Importeremmo la serietà con cui viene preso l’insegnamento delle Scienze Politiche all’interno della formazione della classe dirigente. Importeremmo anche la possibilità che lo studente ha di partecipare e di dare un contributo all’ambiente di lavoro. D’altro canto, esporteremmo la maggiore preparazione teorica che garantisce il sistema italiano anche a fronte delle maggiori ore di didattica.

Tre elementi di Parigi che porterete con voi per tutta la vita

G: Il piacere di fare aperitivo al tramonto sui banchi della Senna quando fa ancora caldo.

G: La vista dei tetti di Parigi dalla finestra di casa.

A: Montmartre: un paesino nella metropoli.

Tre consigli per sopravvivere a Parigi

A: Se volete bere qualcosa, fatelo durante l’happy hour, altrimenti il portafoglio potrebbe risentirne.

G: Non ordinate MAI un risotto, sembra colla per cartelloni.

G: Non vi aspettate voti troppo alti! In Francia è estremamente raro che vengano dati voti superiori al 16/20, fa parte del loro approccio all’istruzione e all’apprendimento. Non ve la prendete troppo, e procuratevi un malox.

Nell’immaginario comune l’Erasmus è sinonimo di feste e notti brave. Quanto siete d’accordo con questa affermazione?

Di sicuro non è il caso Parigino. Vista la concentrazione degli impegni durante il breve semestre, la serietà dell’università e le nostre ambizioni, le occasioni di feste e notti brave sono state ben poche. Il ‘Welcome Program’ può infatti essere una buona occasione per godersi Parigi quando ancora non si hanno gli impegni che caratterizzeranno il semestre. Insomma, le nostre uniche “Notti Brave” si sono limitate all’ascolto dell’album di Carl Brave su Spotify.

Un saluto a LED

Bon courage pour vos Erasmus! A tout à l’heure! (Buona fortuna per il vostro Erasmus! A presto!)

A cura di Ludovica Roncolini