Sapori, colori, paure e gioie: Massimo e la sua esperienza da exchange student a Brisbane, Australia.

1. Brisbane ha soddisfatto le tue aspettative?

Dire che Brisbane abbia soddisfatto le mie aspettative è davvero il minimo, le ha di gran lunga superate. La città, la gente del posto e l’università sin da subito mi hanno accolto abbracciandomi calorosamente. 

2. L’esperienza all’estero è una perdita di tempo come molti sostengono?

Dire che l’esperienza all’estero sia una perdita di tempo è a dir poco abominevole. Oltre all’esponenziale crescita dal punto di vista accademico, l’exchange è una esperienza di crescita e arricchimento sia personale che culturale. Ho imparato tantissimo su di me, su quello che voglio e non voglio essere, ma soprattutto su quello che voglio essere se lo voglio. La bellezza di essere sinceri e il male che facciamo a noi stessi quando teniamo una parte di noi nascosta agli altri per paura dei pregiudizi che fanno sicuramente meno male delle bugie che ci diciamo. Ho conosciuto persone veramente meritevoli, meritevoli di essere felici, gente che non so se mai rivedrò nella mia vita. Volti che rappresentano le storie di questa esperienza. 

Il confronto con il diverso e l’abbandonarsi a se stessi sono le parole chiave di un exchange. Bisogna dedicarsi tutti i momenti dello scambio, viverli nella maniera più intensa possibile, anche una semplice cena. Se invece di dedicarti a questi momenti, partecipi come quasi ti avessero costretto perdi il senso di tutto ciò che questi momenti portano dietro. Dietro una cena potrebbe esserci l’inizio di una nuova amicizia, un nuovo amore, la risata giusta al momento giusto. 

3. Il cibo australiano: il piatto della tradizione che più hai amato. 

Il cibo australiano è davvero buono, di alta qualità. Tutto è prodotto in Australia, tutto etichettato con una particolare attenzione al grado di salubrità che ogni prodotto offre. Il tutto grazie ad un sistema chiamato “health star system”, grazie al quale il cibo è etichettato da 0 a 5 stelle sul livello di salubrità. La carne di canguro e di coccodrillo sono le carni più pregiate dell’Australia. Aver avuto l’onore di poterle mangiare per il periodo dell’exchange è stato un gran pregio. Il sapore così intenso e la delicatezza di queste carni ti travolgono sin dal primo boccone: rinunciarci è impossibile.Il pesce delle acque australiane, il BARRAMUNDI, cotto al forno con un po’ di patate o alla griglia fa rivivere i colori e l’odore del mare dell’Australia. Ma l’Australia è Vegemite e Tim Tam.  

La Vegemite è una crema salata fatta di estratto di lievito. Tutti gli australiani ne vanno matti ma da quasi tutti gli studenti internazionali non è stata molto apprezzata. L’idea di una marmellata salata su del pane non è molto invitante.  I Tim tam sono il simbolo dell’Australia. Biscotti ripieni di cioccolato e ricoperti da doppio strato di cioccolato fondente. Sono a dir poco mistici. C’è un modo in particolare in cui mangiarli ed è dare un morso a le due estremità del biscotto e succhiare il latte dalla tazza grazie ad un foro tra il cioccolato dei biscotti come se fosse una cannuccia. Molto calorico ma uno al giorno deve essere mangiato! 

E poi che dire dell’avocado? Uno dei simboli dell’Australia. Perfetto per condire varie pietanze ma soprattutto perfetto da mangiare su del pane croccante con Philadelphia e pomodorini: una bruschetta australiana.  

In ogni caso ogni tanto il cibo italiano lo sognavo. Per alleviare un po’ della nostra nostalgia italiana eravamo soliti cucinare ogni tanto pizza, focaccia, pasta e panzerotti. E anche sognare orecchiette e cime di rape la notte fa un certo effetto! 

4. Cosa significa essere così tanto lontani da casa per 6 mesi? (puoi anche descrivere come è stato accolto in famiglia il fatto di dover partire per l’Australia)

Ricordo ancora il giorno in cui sono state pubblicate le graduatorie per l’exchange e la gioia provata nel leggere il mio nome con accanto destinazione QUT, Brisbane, Australia. Cercavo di capire nei giorni successivi cosa sarebbe potuto significare vivere così lontani da casa per sei mesi. Un tumulto di emozioni si abbatteva ogni giorno su di me ma la mia voglia di sperimentare e mettermi alla prova ha sovrastato sulle mie paure.

Essere così tanto lontani da casa significa riflettere. Riflettere sulla propria provenienza e valori di tutta la gente conosciuta. Penso alla fantastica all’esperienza che ho appena vissuto, e mentre leggerete ciò, non pensate sia stata priva di ansie e tristezza. Anzi ne è stata ricca, ma non meno bella. Era un perenne oscillare tra “quanto mi fa paura e quanto voglio rifarlo”. 

Penso a tutto quello che ho imparato da me e soprattutto dagli altri; di comportamenti diversi di culture diverse: nessuno necessariamente giusto, nessuno necessariamente sbagliato. Essere così lontani significa capire quanto sia importante la collaborazione tra la gente. Aiutare e farsi aiutare è molto prezioso, specialmente in Australia, così lontana, così diversa dall’Europa. Alcuni posti dell’Australia sono fuori dalle mappe per alcuni di noi, ora scrivo davanti all’oceano da un’isola scoperta meno di un mese fa. Ne sono grato, infinitamente per questa avventura, per la luna che splende e del vento che soffia dal mare.

Non lasciatevi scappare nessuna possibilità! Questo è il mio consiglio. 

5. Lavoreresti/vivresti mai a Brisbane?

Brisbane è una città molto tranquilla, grande al punto giusto considerando le grandi metropoli australiane. È molto sicura e c’è un elevato rispetto delle persone dell’ambiente che la circonda. Trovare lavoro in Australia è molto semplice, specialmente se il tuo grado di istruzione è più elevato rispetto alla media degli australiani. Gli stipendi sono elevati, consentendoti di vivere una vita dignitosa. Vivrei il resto della mia vita a Brisbane. Il calore australiano subito ti avvolge al tuo primo arrivo. Come poter non amare Brisbane?  Se dovessi ricevere un’offerta di lavoro a Brisbane, accetterei all’istante. 

6. Sistema accademico australiano: pro e contro

Il sistema accademico australiano si discosta in maniera abbastanza ampia da quello italiano. 

Per ciascun esame le lezioni sono una volta a settimana di cui una parte con il professore e l’altra con i tutor. La prima prevede la spiegazione in termini davvero generali dei vari argomenti d’esame e la seconda prevede lo svolgimento della parte pratica o domande di cui si dovrebbe già rispondere a casa in maniera autonoma. La maggior parte dello studio è autonomo, il professore è solo una guida che introduce gli argomenti. Sta a ciascun studente approfondire. Oltre alle prove intermedie, ogni esame prevede un assigment sui vari temi relativi all’esame ma molto attuali che richiedono molto tempo per essere svolti data la complessità dei dati reali. L’università in cui sono stato è definita “the university of the real world” per cui ogni argomento studiato ha un risvolto molto pratico e attuale. Non solo teoria come spesso accade nelle università italiane. È una full immersion nel mondo reale, dove hai a che fare con casi e dati reali. Tutto ciò consente a ciascun studente di essere pronto al mondo del lavoro, a volte così lontano da quello accademico, è quella marcia in più che ti dà la giusta carica. 

Dall’altro lato però c’è da dire che le lezioni e i vari argomenti di ciascun esame non sono svolti in maniera approfondita rispetto al sistema italiano. In Australia sono molto più pragmatici, studiano solo ciò che pensano possa davvero contare e servire al mondo reale. Per cui, il sistema presenta una falla perché potrebbero presentarsi casi e problemi che con una conoscenza più approfondita degli argomenti si sarebbero potuti risolvere più facilmente. La soluzione perfetta sarebbe un punto d’incontro tra i due sistemi: l’approfondimento del sistema italiano e il senso del reale del sistema australiano. 

7. Un saluto dall’Australia a Led (può essere un modo di dire, un motto etc in lingua)

Un gran saluto a tutti gli associati e lettori di Led. Sono in spiaggia e mi stanno chiamando. Torno a godermi i miei ultimi giorni di surf sulle coste australiane.

A cura di Ludovica Roncolini