She had blue skin.

And so did he.

He kept it hid

And so did she.

They searched

for blue

their whole life

through

Then passed

right by

And never knew

Pochi versi, brevi e sfuggenti, un linguaggio semplice ed immediato sono solo alcune delle caratteristiche che contraddistinguono i lavori di Shel Silverstein: drammaturgo, cantautore, illustratore, disegnatore per la rivista Playboy, ma anche e soprattutto poeta per bambini.

Di questi versi, sempre immersi in illustrazioni, può sorprendere la banalità dei contenuti, dopotutto sono piccole storielle in rima per bambini. Eppure, ad una riflessione più attenta, si evince che Silverstein tratta di tutte quelle piccole accortezze che dovremmo avere nella vita ma che, soprattutto crescendo, si danno troppo spesso per scontate e non si interiorizzano mai a pieno.

“Masks”, forse la sua poesia più famosa, tratta proprio di un tema del genere, peraltro molto diffuso in letteratura eppure rielaborato in una chiave del tutto originale. Infatti la poesia racconta di queste due “persone blu” che si cercano per tutta la vita ma che non si trovano mai perché, anche se fatte dello stesso colore, nascondono la propria pelle.

Adeguandosi al suo pubblico privilegiato, Silverstein riesce a mostrare l’aspetto forse più drammatico di questo sfuggire a noi stessi, il non trovare l’altro per cui varrebbe la pena superare le proprie insicurezze, con versi estremamente musicali che rendono fluida e divertente la condanna solenne dei due protagonisti blu raffigurati uno di spalle all’altro, dopo essersi probabilmente appena passati di fianco, con maschere molto più grandi di loro, il cui peso sembra essergli diventato insostenibile, maschere che ricordando quelle delle tragedie greche hanno intagliati sguardi nostalgici e sofferenti.

Se i due si nascondano per paura, per timidezza, per senso di inettitudine, l’autore non lo precisa, lasciando ad ognuno la possibilità di immedesimarsi in uno dei protagonisti.

E non è vero che nonostante da sempre ci viene detto di essere noi stessi, tendiamo a nasconderci dietro maschere che poco ci rispecchiano? Con la stessa percentuale di colpe, camminiamo mimetizzandoci, aumentando la distanza tra noi stessi e gli altri, dando più importanza alla paura di non essere accettati che alla speranza di trovare qualcuno per cui valga la pena spogliarsi.

A cura di Anna Rizzi

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