Oggi Vittorio Sgobba, studente di terzo anno di Scienze Politiche, ci racconterà cosa vuol dire vivere una delle più importanti esperienze formative della vita universitaria: l’Erasmus. Vittorio ha vissuto il primo semestre di questo anno in Belgio, ci descriverà le sue impressioni e di come si sia ambientato all’Università di Louvain La Neuve.

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  • Quel è stata la tua prima impressione appena arrivato in Belgio? Ti sei ambientato facilmente? L’Erasmus è un’esperienza che consiglieresti? Se sì, perché?

Sono arrivato in Belgio, a Louvain la Neuve, per l’esattezza, il 14 Settembre senza conoscere nessuno, ero completamente solo.

Sinceramente non mi sono sentito per nulla a disagio, infatti, già al primo evento organizzato dall’ESN (Erasmus Student Network) mi sono lanciato e ho avuto modo di conoscere ragazzi e ragazze  provenienti da tutto il mondo.

Consiglio vivamente l’Erasmus a tutti coloro che, come me, hanno sempre avuto una vocazione ad uscire fuori dal proprio ambiente con la voglia costante di voler conoscere il mondo. Tuttavia, occorre armarsi di pochi, ma fondamentali strumenti: aprirsi al nuovo, familiarizzare con le lingue straniere, accantonare gli stereotipi e non aver timore di restare soli.

  • Quali sono le principali differenze che hai riscontrato con l’Italia?

Il Belgio ha una storia molto particolare, che su certi aspetti ricorda l’Italia, in altri no. E’ diviso in due comunità linguistiche completamente diverse: il Nord, le Fiandre, dove si parla fiammingo. Tale comunità è economicamente più dinamica e benestante, culturalmente più vicino ai Paesi Bassi;

La seconda comunità è quella del Sud, francofono, a vocazione socialista. E’ più europeista rispetto alla prima, ed è da sempre aperta all’immigrazione.

Infatti a Liegi e Charleroi, due città del sud del Belgio, più del 20% della popolazione ha origini italiane.

In linea di massima il Belgio è un Paese molto all’avanguardia, attento a diverse tematiche ambientali ed ecologiste.

Ad esempio, in Belgio tutti fanno la raccolta differenziata e inoltre è un paese ricco di spazi verdi. Qui tutto è più a misura d’uomo.

  • Elencami quattro motivi per cui non vorresti tornare in Italia:
    • La Birra è la prima cosa che mi viene in mente: qui è veramente buona, costa poco e ce n’è veramente una varietà allucinante! E’ il collante sociale. Infatti se qualcuno ti dice “on y va prendre un verre” significa che la serata finirà molto probabilmente con tre calici a testa per poi andare a cantare i corrispettivi inni nazionali in piazza alle tre di notte.
  • Il Belgio è il cuore dell’Europa. Data la posizione strategica e le piccole dimensioni, dal Belgio puoi raggiungere veramente ogni luogo: dalle tipiche città del Belgio Fiammingo (Bruges e Gent che durante il periodo natalizio sono da perdere il fiato), l’Olanda, la Germania, il Lussemburgo e Parigi.

Durante il fine settimana non c’è molto da fare e quindi con gli amici, di solito, organizziamo viaggi per la maggior parte dei weekend. Una volta siamo andati a Maastricht e il primo Dicembre andremo a Colonia a vedere i mercatini di Natale.

  • Le Feste e le Serate a tema: non ho mai visto una tale eterogeneità di feste a tema. Si passa dalla classica serata in discoteca, alle Serate a tema etnico (Noche de Salsa, Belgian Dinner, Polish Party etc…). Poi ci sono le immancabili feste al Kot Erasmus, che è il luogo di ritrovo degli studenti fuori sede, oppure quando vogliamo passare serate più tranquille decidiamo di andare in Pub o Birrerie.

Addirittura alcune persone creano eventi ai loro KOT, è il nome che indica le case studentesche dove ci possono vivere dai tre ai dodici studenti, in cui i residenti organizzano serate a tema letterario, giochi da tavola o serate linguistiche.

  • I Servizi: i mezzi di trasporto sono sempre puntuali e con un buon livello di manutenzione. Inoltre se sei studente hai diritto a tantissimi vantaggi come sconti, entrate gratis ai musei, riduzioni ai ristoranti, al cinema e anche ai supermercati.
  • Elencami quattro motivi per cui non vedi l’ora di tornare a casa:
  • Il Problema dell’Alcolismo: è molto presente nella comunità belga e, purtroppo, ci sono stati molti casi di coma etilico, specialmente tra i giovani.

Nel nostro paese, l’alcool ha più un valore di accompagnamento della serata che può renderla solo più piacevole ma non è lo scopo di essa, qui invece tanti ragazzi escono solo ed esclusivamente per bere.

  • Il cibo: In Belgio si mangia bene … se non sei schizzinoso e se non sei a dieta.

La cucina è piuttosto grassa e ben condita: patate fritte spettacolari, zuppe, polpette, salsicce. Io, personalmente, vado pazzo per quello che mangiano qui, ma ci sono delle volte che mi manca veramente tanto mangiare cibi più freschi. Ovviamente niente è paragonabile al desiderio di gustarmi una Pizza.

  • I Prezzi: il costo della vita in Belgio è più alto rispetto a quello del nostro paese. Mi sono capitate volte in cui andavo al supermercato per comprare pochi prodotti di largo consumo e ho speso 25 euro. La carne è molto costosa ed anche il pesce. Ad esempio, un pacco di pasta non costa meno di 2 euro o anche le sigarette vengono circa 6 euro al pacchetto.
  • Il Clima: per adesso abbiamo avuto veramente tanta fortuna sotto questo punto di vista perché ha piovuto pochissime volte e c’è quasi sempre stato il sole. Già adesso, purtroppo, stiamo notando quello che ci aspetterà: temperature che non salgono sopra i 3 gradi per tutto il giorno, una piccola pioggerellina malefica che ti entra nelle ossa insieme al vento ed un cielo costantemente nuvoloso.
  • La metodologia di insegnamento e di studio è diversa da quella che già conoscevi? Quale è stata l’accoglienza che ti hanno riservato in qualità di studente Erasmus?

L’insegnamento è molto buono. Dei sei corsi che seguo, devo dire che tutti gli insegnanti che ho conosciuto sono preparati e sempre disponibili a darti spiegazioni. Aggiornano costantemente il loro sito online, proponendo letture alternative o simulazioni di esame. Noi studenti Erasmus siamo considerati al pari degli altri, infatti, molte volte sono intervenuto a lezione e questo, nonostante il forte accento e qualche errore di grammatica, mi ha fatto ricevere qualche complimento sia da parte dei docenti che degli studenti.

  • Una volta assolti gli impegni di studio, come impieghi il resto della giornata?

L’Università di Louvain La Neuve offre un ottimo servizio sport con la Palestra locale. Io gioco nella squadra universitaria di Pallavolo due volte a settimana, il martedì faccio circuiti e sempre due volte a settimana vado a correre intorno al Lago della città;

La sera, di solito, vado ai Tandem Linguistici, che sono dei bar prenotati per studenti stranieri in cui ci incontriamo tra estranei e impariamo le rispettive lingue. Altrimenti con i miei amici italiani andiamo al cinema a vedere film in lingua, oppure ci incontriamo tutti in qualche birreria o discoteca. Se, invece, fa molto freddo andiamo a casa di qualcuno di noi per cenare tutti insieme. Molto spesso il fine settimana facciamo dei viaggi. Per adesso ho visitato: L’Aia, Rotterdam, Liegi, Bruxelles, Bruges, Gent, Lussemburgo, Maastricht e Waterloo.

  • Inviaci un saluto nella lingua del paese che ti ospita:                          

A Bientot!

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Intervista a cura di Bianca Cosentini

One thought on “Nel cuore dell’Europa

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