Recensione dello spettacolo teatrale “Sognando Godot” regia di Alessandro Calamunci Manitta ed Emanuele Guzzardi.

La vita è fatta di moti convettivi che ci portano in alto, inseguendo una calda corrente di benevolenza e fortuna, e finiscono per trascinarci nuovamente sul gradino più basso delle nostre mancanze.Sognando-Godot33

Venerdì 19 ottobre alle ore 21:00 Officina Pasolini HUB ha ospitato “Sognando Godot”, spettacolo scritto, diretto e interpretato da Alessandro Calamunci Manitta ed Emanuele Guzzardi.

È di questi moti che raccontano Alessandro ed Emanuele, con grande ironia.

Il teatro è piccolo, molto familiare. Il pubblico è fatto di giovani, amici e frequentatori dell’Officina Pasolini, che li accoglie come parenti stretti. In pochi ci sono capitati per caso, come me.

Anche Alessandro e Emanuele sono due dei figli adottivi dell’Officina: si sono conosciuti qui ed è da questo piccolo palco che è partita la loro collaborazione.

Lo spettacolo che portano in scena prende dal teatro dell’assurdo solo l’ospite intangibile, il Godot immaginato che si attarda ad arrivare. In questo caso non è però solo l’incertezza a essere protagonista, ma anche l’amara consapevolezza che non sempre la vita e la fame coincidono con i nostri tempi di attesa.

Non si tratta nemmeno più soltanto dell’infinito aspettare Godot, ma di un sogno.

Sognando-Godot22Gli a(u)ttori ci raccontano di un viaggio onirico ad occhi aperti, nella storia di due ragazzi che, stufi di aspettare, sgomitano per vivere il sogno e le sue miserie.

I coinquilini protagonisti della pièce sono due, amici fraterni: Claudio, attore, e Lorenzo, musicista. Entrambi artisti, ma in potenza.

Il taglio della scena è dinamico e vivace, pur trattandosi di un unico piano sequenza: l’essenza della rincorsa al sogno che entrambi fanno disperati si svolge tutta tra le loro quattro mura.
Le dinamiche sono semplici: la spesa al discount, la pizza a domicilio, piccoli espedienti comici di una convivenza ormai datata e antagonisti-macchiette, identificati in tirchissimi registi locali e produttori musicali.

Lorenzo e Claudio dialogano tra di loro quasi fossero in differita, usando spesso l’espediente del flashback, come a descrivere una vita passata che è ancora allineata con il presente, a distanza di anni. Come a descrivere una corsa verso il sogno che appare interminabile.
I due si scontreranno, entro la fine della mise-en-scène, con questo statico presente.Sognando-Godot34

Il progetto è fresco, alcune date per le prossime repliche sono in discussione e lo spettacolo sta ancora aggiustando i suoi dettagli. Tutti i progetti che i due portano avanti si racchiudono nella cornice della compagnia GECMA (contatto facebook: compagnia GECMA), attraverso la quale è nato anche un laboratorio teatrale per ragazzi e adulti che tutti i lunedì ha luogo in via Altomonte 16, zona Anagnina.

Il futuro può essere incerto, ma ciò che è chiaro è che per ora vale la pena non svegliarsi, e lasciarsi trascinare nel loro sonno, sognando il loro Godot.

 

A cura di Chiara Sandri