banksy-opera-si-autodistrugge-dopo-asta-15 ottobre 2018. Una data che di certo non può non essere ricordata nella storia dell’arte contemporanea: infatti, nella “Contemporary Art Evening Sale di Sotheby’s a Londra, è stata teatro di un evento unico ed irripetibile: non appena l’ultimo lotto all’asta dell’evento, il quadro di Banksy The Girl with Balloon”, è stato aggiudicato per 1,042 milioni di sterline, si autodistrugge, lasciando senza parole l’intera platea presente. A tal proposito si è parlato di un vero e proprio “effetto Banksy”, il quale si è dimostrato particolarmente efficace in quanto applicato su uno degli stencil maggiormente noti e iconici dell’artista inglese. Inizialmente le ipotesi sono state molteplici: forse un congegno manovrato a distanza, forse un falso. Solo dopo alcuni accertamenti si è arrivati alla reale spiegazione: alla base della cornice dell’opera era stato posto un taglia carte che ha permesso di ridurre a piccole strisce metà dell’opera in pochi secondi, senza quindi permettere alcuna reazione da parte dei presenti né tantomeno alcun intervento degli addetti di Sotheby’s. Per la prima volta nella storia, un’opera d’arte si distrugge automaticamente dopo essere stata aggiudicata. Ed è stata proprio l’assenza di precedenti che ha portato alla nascita di un acceso dibattito per la gestione del rapporto tra la casa d’asta e l’acquirente dell’opera. 

banksy-opera-tagliuzzata-collezionistaIl problema fondamentale restava comprendere su chi dovesse gravare la responsabilità dell’accaduto e come gestire le fasi finali della vendita. Ci si è chiesto, dunque, se la “performance” fosse stata architettata appositamente dalla casa d’asta per far salire le proprie quotazioni in borsa o se questa dovesse essere interpretata come un esplicito gesto di protesta da parte di Banksy in persona, contro la commercializzazione della sua arte. Dell’artista si conosce solo il nome, o meglio, lo pseudonimo, in quanto la sua identità resta nascosta al mondo dell’arte. La sua fama nasce dalla street art, e in quasi tutte le opere il motivo è ricorrente: il contrasto alla commercializzazione dell’arte, sotto qualsiasi forma. Per quanto concerne Sotheby’s,dopo il 5 ottobre, il titolo ha avuto un iniziale crollo per poi avere una esponenziale ripresa nei giorni successivi dopo la rivendicazione di tale gesto fatta dall’artista tramite il suo profilo Instagram. Ogni sospetto circa la credibilità e la serietà della società è così venuto meno. La tela era stata incorniciata in un frame d’oro di 18 centimetri, posto dallo stesso artista, tale da non essere smontabile. Inoltre, essendo la tela intatta e integra, non vi è stata alcuna richiesta specifica al “Dipartimento di Conservazione e Restauro” dell’intermediario per rimuovere la cornice e fare ulteriori accertamenti prima che fosse messa all’asta. La casa d’asta, quindi, si dichiara estranea ai fatti e inconsapevole del meccanismo sottostante, di cui il merito viene attribuito all’artista. Per l’acquirente restava la possibilità di scegliere se acquistare ugualmente l’opera o meno, e soprattutto se a questo spettasse un eventuale risarcimento per il danneggiamento dell’opera. Dal punto di vista formale, fino all’effettivo trasferimento della proprietà all’acquirente, la responsabilità per danni sarebbe restata in capo a Sotheby’s.

Tuttavia, a seguito dei numerosi interventi di critici, si è compreso come in realtà il quadro non fosse stato danneggiato, ma avesse incrementato il suo valore, essendo stata creata “ex novo” in sede d’asta. Tale posizione è stata confermata dalla scelta di attribuire al lotto un nuovo titolo “Love is in the bin”, 2018.  La compratrice è rimasta ferma sulla scelta di acquistare ugualmente un’opera, il cui valore sarà sicuramente maggiore rispetto al prezzo per cui è stato acquistato, non solo per i “rumors” a cui ha dato origine, ma proprio perché risulta essere l’unica copia esistente e, per questi motivi, non replicabile. A conferma di questa unicità, vi è stato il tentativo del detentore di una delle 600 copie originali del quadro “The Girl with Balloon” che, a seguito dell’asta, ha cercato di incrementare il valore della sua copia, recidendola con un taglierino e offrendola successivamente a Sorheby’sper l’acquisto. Il risultato? La casa d’asta ha stimato il valore di tale copia, prima pari a 40.000 sterline, ad una singola sterlina.

 

A cura di Carlotta Viceré

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