Sono giorni in cui la vicenda del sindaco di Riace, Domenico Lucano (detto anche Mimmo), è al centro dei riflettori.
Lungi da me esprimermi al riguardo, tanto meno ora, ad indagini aperte.
Intanto, insorgono riflessioni astratte ma per quel che mi riguarda significative.
Di cosa abbiamo bisogno noi italiani ora? Di un valido esempio di integrazione o piuttosto di esempi di intransigenza nel rispetto delle leggi e dei decreti? Siamo in un momento in cui la disobbedienza civile su questi temi può essere compresa e discussa? Ma quella di Domenico Lucano è davvero solo disobbedienza civile?

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Personalmente non riesco a dare una risposta unica a questi interrogativi come ritengo la maggior parte di noi, da qualsiasi parte politica si provenga.
Mi riservo piuttosto di coltivare una speranza. Una speranza per cui tutti, salviniani e non, possano confrontarsi sull’argomento all’interno di una cornice di legalità, che si accetti la disobbedienza civile come molla propositiva per il confronto e il miglioramento, e che questo avvenga indipendentemente da come il comportamento deviante si consideri.
Penso che tutti dovremmo sentire il dovere di essere propositivi nella ricerca di un sempre più valido modello d’integrazione.
Riace-non Riace, non importa. Sarebbe bello confrontarsi su idee costruttive che vadano oltre la xenofobia.
Forse per molti questa potrà sembrare una considerazione politicamente schierata ma in fin dei conti l’immigrazione è una realtà di tutti i tempi e di tutti i mari e non ha alcun senso ostinarsi a non accettarla.

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