Mentre spopola la serie tv “The good doctor”, mi viene spontaneo pensare a come sia percepito nella nostra società il disturbo dello spettro autistico.

È visto come premessa alla genialità o, all’altro estremo, è sentito come sofferenza così da prestarsi a studi, ormai smentiti, che sono arrivati a inficiare addirittura i vaccini?

In realtà queste due visioni rappresentano solo la distorsione di un disturbo a mille sfumature.

C’è ancora poca consapevolezza, ci sono ancora poche politiche di sostegno, manca ancora la voglia concreta di inclusione, non in tutti, ovviamente, ma non ha senso continuare a parlare di questa condizione tramite falsi miti.

Dovremmo raccontarci la diversità semplicemente per quello che è, senza aver paura, perché solo così si possono porre le basi affinché possiamo tutti contribuire a migliorare la qualità di vita di questi ragazzi dando al contempo un valore aggiunto alla nostra.

A cura di Anna Rizzi