Continua la fiera delle menzogne sulle lussuriose (più che lussureggianti) colline hollywoodiane. Chi avrà la meglio questa volta? Nessuno. Perché cambiano i ruoli, ma la (presunta) sceneggiatura si ripete identica a sé stessa, come in un eterno ritorno: Asia Argento ottiene, senza neanche troppi sforzi, la parte attiva da attrice protagonista, mentre Jimmy Bennet, quella passiva da coprotagonista.

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E Weinstein che fa? Travolto da un insolito destino nella gaia Hollywood d’agosto, non si lascia sfuggire l’occasione per una, seppur misera, vendetta e lancia l’accusa d’ipocrisia tramite il proprio legale. La conseguenza, senza alcuna sorpresa, è da manuale: l’opinione pubblica si infiamma, la spirale d’odio si allarga e la cieca gogna mediatica picchia forte. Io, invece, preferisco sospendere il giudizio.

Mandatory Credit: Photo by Seth Wenig/AP/REX/Shutterstock (9703699a) Harvey Weinstein arrives to court in New York, . Weinstein pleaded not guilty Tuesday to rape and criminal sex act charges. The hearing in Manhattan comes after a grand jury indicted the former movie mogul last week on charges involving two women Sexual Misconduct Harvey Weinstein, New York, USA - 05 Jun 2018

In una situazione del genere, in cui ognuno racconta menzogne ed altre verità, ritengo sia meno dannoso (e neanche migliore) mettere da parte le chiacchiere da osteria. Ma attenzione: non salvo nessuno. In questa vicenda, che oramai ha assunto i caratteri di una sceneggiata a mo’ di Natale in casa Cupiello, è l’amarezza che rimane. Non c’è rabbia, sentimento di rivalsa o indignazione, ma solo, appunto, tanta amarezza. In prima battuta per il fatto che adottando il pessimismo antropologico come approccio alla realtà, difficilmente ci si sbaglia (evidentemente e prevedibilmente). In seconda istanza perché tutta questa grottesca pantomima scuote le coscienze e obbliga, invece di esortare, a riflettere sugli atti di violenza e di prostituzione in cui giornalmente ci si ritrova coinvolti. È come se tutta questa farsa, che ahimè di falso avrà solo il contesto patinato di Hollywood, costringesse ad analizzare il fondo del barile per poi scoprire che là, esattamente sul fondo, c’è uno specchio. Insomma, tutto questo giro di parole per ricordare che in ognuno c’è del marcio. Ovviamente, come di dovere, è necessaria una precisazione: in tutte le circostanze è questione di gradi, di consapevolezza della propria libertà e di buon senso. E non c’è sessismo che tenga: il pattume è nella donna tanto quanto nell’uomo. “Le anime non hanno sesso” ricalcando le parole del grande Mogol.

A cura di Ludovica Roncolini

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