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Una volta molte elités intellettuali davano voce ai più deboli, agli emarginati, a coloro che non avevano mezzi per poter dire la propria opinione. Per fare un esempio, John Stuart Mill fu il primo a sostenere l’emancipazione femminile con i suoi saggi a metà dell’Ottocento. Adesso stiamo assistendo a un rovesciamento di ciò: gli intellettuali si concentrano su problemi che si prefigge una cerchia di pochi e si discostano dalle scelte dei molti. Si vede dagli allarmismi di giornalisti, di economisti e di studiosi sul nuovo governo Salvini – Di Maio. Un “governo populista” che fa paura ai pochi, ma che è stato scelto dalla maggioranza degli elettori. Questa può essere definita tirannia della maggioranza? No, questa è democrazia e bisogna stare al gioco, perché, che ci piaccia o no, ha vinto la maggioranza.

A cura di Maria Chiara Rocchetti

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