Teatro 2017La LUISS è un’università che segue i propri studenti a 360°: aule aperte fino a tarda notte, tanti corsi a scelta, il centro linguistico ma soprattutto tanti laboratori. Salendo le scale tra il secondo e il ter
zo piano si possono osservare delle fotografie: gli spettacoli del Laboratorio di Teatro LUISS. Il corso, arrivato ormai alla sedicesima edizione, raccoglie grande successo tra gli studenti e rimane una delle chicche dell’università romana. Ci dice di più Cecilia Menichlla.

Cecilia, innanzitutto cos’è per te il progetto teatrale proposto dalla LUISS?

“Secondo me è un laboratorio dove gli studenti provenienti da tutte le facoltà possono sperimentare capacità nascoste e mettersi alla prova. Ha finalità non tanto creative quanto di formazione di gruppo, per un obiettivo comune: DIVERTIRSI. Ho visto persone che a inizio laboratorio erano timidissime e alla fine del percorso si erano letteralmente trasformate”.

Parliamo un po’ dello spettacolo che metterete in scena a maggio.

“Il 28-29-30 maggio presentiamo a Viale Pola alle ore 21:00 lo spettacolo American Graffiti, che è un mix tra il film di George Lucas e Grease, quindi si vedranno le due storie che si intrecciano, con la colonna sonora del musical. Un’apoteosi degli anni sessanta. Quest’anno lo spettacolo è molto impegnativo, (sottolinea il molto) perché richiede una forte presenza scenica collettiva e frequenti scene corali, quindi non ci si può mai distrarre. In particolare, vedrete molti balletti, canzoni, cambi di posizione in scena e una grande empatia scenica col gruppo.

Che lavoro c’è dietro a ciò che noi vediamo messo in scena ogni anno?

“È molto complesso allestire uno spettacolo, e infatti per questo devo ringraziare di cuore il regista Francesco Ceriani e l’aiuto regista Alice Guidi, che ogni anno oltre a scrivere l’adattamento al testo e la sceneggiatura, riescono a gestire ben 60 ragazzi, che molto spesso devono interpretare la stessa parte. Nei primi mesi di laboratorio non si provano le scene perché il regista deve conoscere i nuovi arrivati: si fanno esercizi di attitudine teatrale e linguistici. A fine gennaio Ferdinando dà il copione e assegna le parti. Marzo, aprile e maggio inizia un tour de force mostruoso in cui si devono montare tutte le scene, si deve consolidare la memoria e bisogna imparare a esserci al 100% sul palco. Il segreto del successo è che bisogna sentire proprio il testo, di modo da entrare nell’ottica dello spettacolo e nella sua pienezza. Oltre alle prove classiche ripassiamo le scene anche da autodidatta. Ci ritroviamo tutti a piazza Annibaliano con uno stereo: si provano le coreografie e i canti (con tanto di persone che si fermano a guardare). Nonostante tutto son dell’idea che il gioco valga la candela, quindi non mi pesa andare alle prove prima della sessione.”Ferdi

Cosa si può dire ai ragazzi per farli iscrivere al laboratorio del prossimo anno?

“Non c’è una vera e propria iscrizione. Si può anche venire a curiosare! Il laboratorio per me è stato innanzitutto un luogo dove costruire una grande famiglia, dove ho trovato persone stupende da tutte le parti di Italia. Per 5 anni ho interpretato tanti personaggi ma sono stata sempre incredibilmente Cecilia. È bello quando non hai mai paura di essere te stesso. Vi invito al corso perché per me è il ricordo più bello dell’università, vi fa crescere e vi rende felici. E, ricordatevi: non è mai troppo tardi per iniziare!”

A cura di Livia Perronace

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *