Il 14 febbraio scorso gli studenti e il corpo insegnati della scuola in Florida hanno assistito al massacro di 17 innocenti e numerosi feriti. I colpi sparati da Nikolas Cruz hanno decretato la fine dei loro sogni, delle loro aspirazioni, della loro vita.
Non è stato il primo evento di questo genere negli Stati Uniti, ma molti sperano che sia l’ultimo.

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Poco tempo fa, il Presidente americano Donald Trump ha incontrato gli studenti e i genitori delle vittime e ha promesso un maggior controllo sull’acquisto di armi, nonostante ciò starebbe vagliando l’ipotesi di armare i docenti, il che sarebbe insensato.
La reazione di molti giovani che hanno subìto tale evento, come Alex Wind e quattro suoi amici superstiti di Parkland, è stata molto più costruttiva: hanno fondato un movimento chiamato ‘Never Again’ con il quale si prefissano l’obiettivo di non far più avvenire tali stragi. Questo movimento, che sta riscuotendo un grande successo online, invita tutti i ragazzi del Paese ad unirsi per sollevare il problema della libera circolazione delle armi in America.

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Un altro concreto esempio di sensibilizzazione per la limitazione della compravendita di armi è la campagna #MeNext?, portata avanti da Violet Massie-Verker, che ha avuto un grande successo in tutto il paese grazie ai social, in particolare su Facebook.

Allo stesso tempo, Julia Kemple-Johnson ha deciso di promuovere una petizione chiamata ‘Students Fighting Guns Since Adults Won’t’, che ora conta più di 50 mila firme.

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Lentamente sta entrando con forza all’interno della comunità giovanile americana una riflessione che porta a considerare la necessità di prevenire queste stragi, queste morti, questo dolore e che necessariamente si scontra con gli interessi economici delle aziende che producono e vendono armi. La scuola non dovrebbe mai rappresentare un luogo di morte, ma dovrebbe essere il posto dove nascono i nostri sogni, dove vengono alimentate le nostre aspirazioni future, dove si lavora per costruirsi un futuro.

Il messaggio è forte e dirompente proprio come il dolore di quei genitori che non vedranno più rincasare i loro figli: è arrivato il momento di cambiare, non domani, non dopo, ma adesso.

 A cura di Bianca Cosentini

 

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