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Il 2 giugno 2017 Mattarella ricordava come questo giorno fosse “la festa della libertà di scelta e che riunisce tutti gli italiani”, poiché, in tale giorno, i cittadini scelsero il futuro dell’Italia.
Ecco perché non bisogna lasciarsi prendere all’astensionismo.
La storia del nostro Paese si può fare solo scegliendo fra ciò che abbiamo.
Non votare non vuol dire “protestare”. Vuol dire non riconoscere il nostro passato, un nostro diritto, i valori per cui milioni di italiani si sono pronunciati in quel referendum. La scelta di non votare non migliorerà la società.

Il 4 marzo rappresenta un bivio in cui tutti dovranno esprimersi nero su bianco, non bianco su bianco, per decidere che direzione far prendere al nostro Paese.

Anna

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