Una delle domande più frequenti che, ultimamente, animano le nostre discussioni è proprio la scelta elettorale. Abbiamo intervistato alcuni studenti LUISS per farci raccontare il modo in cui affronteranno questa decisione. Dalle risposte raccolte si riesce a capire che i giovani non riescono a sentirsi pienamente rappresentati. La forte amarezza che traspare dalle parole degli intervistati, però, è controbilanciata dalla volontà di esercitare il sacrosanto diritto e dovere del voto. Le nuove generazioni hanno voglia di esprimersi, di far sentire la loro opinione, ma come afferma uno degli studenti: “effettuerò una scelta per esclusione”. Tale insicurezza è dovuta, sempre da quanto emerso dall’intervista, ad una mancanza di fiducia nei confronti della politica causata da 20 anni di scandali e inefficienza.

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Dalle parole degli studenti, è emerso un altro problema che riguarda da vicino il mondo universitario: il voto degli studenti fuorisede. Viviamo in un Paese in cui fra studenti e lavoratori si arriva a quasi un milione di fuorisede, ed è inammissibile che non si riesca a far fronte ad un bisogno così importante. “Sono state introdotte diverse convenzioni con compagnie aeree e ferroviarie, ma si deve considerare che molte persone non potranno affrontare questo viaggio per motivi di tempo legati a impegni lavorativi e di studio” fa notare una delle studentesse. Lo scorso Parlamento, per l’ennesima volta, ha ignorato questo problema e ciò costituisce una lesione di un diritto che, invece, dovrebbe essere tutelato in tutti i modi dallo Stato. Le lotte delle associazioni studentesche per risolvere tale problema durano da anni, e a tal proposito è stata presentata una petizione che vorrebbe introdurre l’“early vote” (voto anticipato), che consiste nel richiedere la scheda elettorale in anticipo, votare tramite posta e spedire il voto negli uffici della prefettura dove siamo residenti. Sono migliaia gli studenti che sostengono questa iniziativa e sembra assurdo che si debba ancora oggi lottare per problemi legati ad un diritto così basilare e consolidato. La rigidità da parte delle istituzioni nei confronti di una società che muta sono uno dei primi freni che rallentano i cambiamenti, che escludono dalle scelte importanti coloro che rappresentano il futuro stesso: i giovani.

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Se anche tu vuoi far qualcosa per il futuro, ti invito a firmare la petizione #IOVOTOFUORISEDE su firmiamo.it

Sara Palermo

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