image003Un anno e mezzo di lavoro per arrivare finalmente a vedere realizzate le tante idee nate in una piccola aula della sede di Viale Pola.

Grazie al supporto del giovane gallerista Carlo Maria Lolli Ghetti un piccolo gruppo di studenti dalla componente eterogenea delle tre facoltà Luiss, magistrali e triennali, sono riusciti a portare a termine l’allestimento della prima mostra del ciclo espositivo dal titolo “Re(e)sistenza azione del nuovo, reazione del luogo” che verrà inaugurata il giorno 15 Febbraio 2018 alle ore 19:00 in aula Chiesa.

Tanti saranno gli interrogativi degli studenti al primo sguardo. Grandi installazioni contemporanee dalle forme irregolari a decorazione di un matroneo di stile classico sicuramente creeranno una reazione straniante, ma ecco cosa c’e dietro.

L’idea nasce dal voler rivalutare luoghi antichi e la loro storia precedente.

L’ambiente espositivo, più comunemente noto come “aula 200” o “aula Chiesa”, infatti, sebbene ormai sconsacrata, un tempo era a tutti gli effetti un luogo sacro dove venivano celebrate solennità religiose. Nell’entrare, tutti i fedeli, erano tenuti a chinare la propria testa in atteggiamento di rispetto e di raccoglimento, e a ben pensare, ad oggi in quello stesso luogo tante sono le teste degli studenti, chinate sui libri, per ore ed ore, che si preparano ad affrontare gli esami.image005

Ed è proprio da qui che nasce l’idea della prima istallazione realizzata dell’artista Sacha Turchi: sei imponenti spine dorsali, curve, ripiegate a ricordare quello stesso gesto, che ieri come oggi viene compiuto più o meno consapevolmente, visto con due accezioni totalmente diverse.

Di contro il secondo artista, Leonardo Aquilino, si è soffermato sul gesto contrario: entrando dalla navata centrale ai nostri occhi sarà visibile un’installazione diversa, leggera, sottile, che ci porterà ad alzare lo sguardo e la testa verso l’alto. Insomma, un gioco di analogie e antitesi, per restituire in chiave moderna lo splendore, se non anche la storia, ad un ambiente a noi studenti Luiss molto familiare ma al quale si presta poca attenzione.

A cura di Carlotta Vicerè

 

 

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