Lighting_candles_for_Giulio_Regeni_and_for_the_hundreds_of_Egyptians_forcibly_disappeared_each_year-1._(32575117501)Sono stati due anni di frettolose verità e occulte bugie ai danni di uno studente, di un compatriota, di un essere umano.

La pietà e il senso della giustizia mancano sia in Egitto sia al governo italiano, che ha reso l’omicidio del giovane studente una pedina da sfruttare nella spietata scacchiera delle relazioni internazionali. Giulio Regeni era un dottorando italiano dell’Università di Cambridge e stava conducendo una ricerca sui sindacati indipendenti in Egitto che si oppongono al presidente Al Sisi. L’Egitto aveva avanzato diverse ipotesi per giustificare il ritrovamento del corpo: dall’omosessualità alle sostanze stupefacenti. D’altro canto, lo Stato Egiziano uccise i sequestratori e possibili assassini di Regeni, ma fu soltanto un tentativo da parte del Cairo di chiudere il sipario sul tragico evento.

La certezza è una: Giulio è stato torturato, ucciso, buttato sul ciglio di una strada. A due anni di distanza non si conosce ancora tutta la verità. Il ritorno in Egitto dell’ambasciatore italiano è stato un ulteriore duro colpo ai danni della credibilità del nostro Paese che lega indissolubilmente il caso Regeni al tema immigrazione. L’Italia, che ha l’obiettivo di bloccare i migranti libici, deve mantenere buone relazioni con l’Egitto o continuerà ad avere problemi con gli sbarchi, dato che l’Egitto ha rapporti stretti con la Libia di Haftar. Ciò, però, ha costituito un messaggio di assoluzione per Il Cairo. Gli sviluppi procedono lenti, la Procura di Roma ha eseguito la perquisizione dell’ufficio e dell’abitazione di Maha Abdel Rahman, tutor del ricercatore. Al Sisi, in una conferenza stampa, afferma di voler scoprire i colpevoli e che il delitto bloccò gli investimenti italiani.

Una trovata indelicata quella di includere in una conferenza stampa del genere temi economici: come se l’unica spinta verso la risoluzione del caso possa essere questa, dimostrando che -vero problema di tutta la questione- la giustizia possa essere oggetto di baratto.

A cura di Sara Palermo

 

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