“Da Quelli dell’intervallo a Mamma Mia!”

jacopo-sarno-Jacopo Sarno è un giovane attore e cantante italiano. Nato a Milano il 1 settembre 1989, ha iniziato a lavorare fin da piccolissimo nel mondo dello spettacolo, arrivando poi al successo interpretando il ruolo di “Jaky” nella serie Disney Quelli dell’intervallo” e interpretando il ruolo di Troy Bolton in “High School musical: lo spettacolo”. Adesso interpreta il personaggio di Sky nell’adattamento italiano dell’ormai celebre spettacolo “Mamma Mia!” e noi di LED siamo riusciti ad intervistarlo.

D: Allora Jacopo, tu sei qui a Roma per questo spettacolo, “Mamma mia!”, in scena fino al 7 gennaio al teatro Sistina. Ecco, com’è mettere in scena un lavoro così importante come questo?

R: “Beh, si, il musical lo conoscono tutti, il film è stato campione di incassi in tutto il mondo ed è stato visto da diverse generazioni, facendo conoscere le canzoni degli ABBA anche ai più piccoli. “Mamma Mia!” è una storia raccontata da un punto di vista femminile: una mamma, Donna, che ha cresciuto una figlia da sola, Sofia, la quale invita i tre “padri” al suo matrimonio. Diciamo che l’arrivo di questi tre padri rompe quel microcosmo che intanto si era creato: pensa che l’uomo di casa su tutta l’isola è Sky, il personaggio da me interpretato, quello che in qualche modo si sostituisce alla figura paterna…c’è addirittura una battuta dello spettacolo in cui Sky dice a Sofia “a che ti serve un padre, ci sono io adesso”. Lo spettacolo sta avendo un grandissimo successo in tutto il mondo, il pubblico risponde bene e c’è da aggiungere che quelli proposti da Massimo Romeo Piparo sono sempre spettacoli di una certa qualità con cast veramente azzeccati: forse questa è la cosa più bella. Inoltre, ha realizzato anche gli adattamenti dei testi: è tutto cantato in italiano e devo dire che -per quanto sia difficile immaginarsi gli ABBA in italiano- i testi funzionano molto bene e questo è sicuramente merito di Piparo.”

D: Come ti sei sentito nell’interpretare il personaggio di Sky? Ci sono dei tratti della sua personalità che, in qualche modo, sono simili ai tuoi?

R: “La cosa difficile, quando interpreti qualsiasi personaggio, è trovare nelle tue corde quelle che risvegliano determinate sensazioni, sentimenti che tu metti al servizio del personaggio. Se ti somiglia, è difficile perché non devi renderlo troppo tuo mentre, se non ti somiglia, è difficile perché devi trovare le corde giuste. Credo che questo ruolo, dal punto di vista umano, mi somigli pochissimo anche se, con la direzione del regista, lo si riesce a rendere vivo. Poi questo è proprio il bello delle musiche dal vivo, dello spettacolo dal vivo: che possa, ogni sera, nascere e morire lì.”MammaMia2614foto_Antonio_Agostini

D: Parlando invece del cast, come ti sei trovato a lavorare con persone di una certa esperienza?

R: “Mi trovo molto bene con questo cast e imparo da tutti, non solo da Luca Ward o Paolo Conticini: ho tanto da imparare da Sabrina Marciano ma anche da chi ha iniziato da poco ad armeggiare con questo mestiere. Non ha importanza l’età anagrafica, è il tuo bagaglio di esperienza che fa la differenza.”

D: So che sei laureato: è stato difficile conciliare lo studio con questa tua passione così variegata?

R: “Si, sono laureato in filosofia con tesi in storia della filosofia medievale. La parte più difficile, in realtà, è stata conseguire la maturità in tempo perché ero già coinvolto nella tournée di “Datemi le tre caravelle” con Alessandro Preziosi e facevo tante assenze a scuola. Poi, firmando il contratto con Disney, ho iniziato a partecipare a serie come Zack e Cody. In seguito è arrivato High School Musical, ovvero lo spettacolo con cui -in un anno e mezzo- facemmo quasi 300 spettacoli in giro per l’Italia: infatti, a metà del penultimo anno, sapevo già che avrei perso l’anno per le assenze, così ho mollato il liceo e mi sono iscritto al serale dove c’erano sportivi, ballerini de la Scala o anche anziani che volevano semplicemente conseguire la maturità classica. La cosa difficile era portarsi il libro nei camerini e trovare la concentrazione giusta per imparare una formula di chimica mentre fuori sentivi “Jaky, Jaky”. Dopo mi sono iscritto a filosofia: durante i corsi ho accumulato 8 mesi di tour prima, per poi passare il primo esame a luglio, dopo essere stato bocciato dall’assistente che intanto mi prendeva in giro per l’orologio di Topolino al polso, presenza dovuta unicamente al fatto che fossi appena tornato da Los Angeles! Parlando di musica, quest’anno è uscito Chapter 1, un album interamente in inglese e pubblicato sull’intera scena musicale globale: era un album che avevo in cantiere da un po’ di tempo ed è uscito con il nome di Jake Sarno.”

D: Personalmente ti ho conosciuto grazie alla serie tv Disney “Quelli dell’intervallo”, con il nome di Jaky. Ora, invece, nel tuo nuovo album, Chapter 1, appare Jake Sarno. Perché questo cambio?

R: “Intanto Jaky non lo ho mai usato fuori da “Quelli dell’intervallo”, però quello era un po’ l’alter ego Disney, che rappresentava una serie di valori e di gusto musicale non necessariamente corrispondenti a ciò che sentivo in quel momento o che potrei sentire oggi: era l’idea, quindi, di un ragazzo un po’ pieno di sé che -attraverso il jet set- voleva entrare in contatto con il mondo reale. Io, al contrario, sono cresciuto molto a contatto con il mondo reale e avevo poco a che fare con il jet set. Jaky era quella roba fortemente Disney. Perché Jake? Quando è finito il mio contratto con Disney, sono andato a studiare a New York, città dove ho scoperto nuove chiavi di recitazioni, ho lavorato sulla regia di video musicali e ho studiato con vocal coach e bluesman: tutte esperienze che hanno cambiato il mio modo di vedere la musica e che mi hanno fatto notare quanto Jacopo risultasse un nome di difficile pronuncia! Dunque, ho optato per Jake, ovvero l’abbreviazione che mi avevano affibbiato: tra le alternative c’era Jack Sarno, ma faceva troppo pirata della Disney, quindi abbiamo optato per Jake.”

D: Adesso sei anche al cinema con Massimo Boldi…

R: “Sì, è una partecipazione. Dopo il primo film (A Natale mi sposo ndr.) siamo rimasti amici. Venne alla presentazione del mio album, Chapter 1 e mi disse che stava girando un nuovo film, “Natale da chef”, e che voleva che facessi di nuovo la parte del figlio: una specie di omaggio alla nostra prima collaborazione.”

D: Quindi, adesso, sei a teatro con “Mamma Mia!”, al cinema con “Natale da chef”, online con la tua musica  e, tra l’altro, anche su un fumetto, Polaris.

R: “Eh sì, sono anche su fumetto! Quest’ultimo racconta la storia degli allievi di Ludosport, un’accademia di spada laser. Diciamo che questo lo considero un po’ il mio sport, scherma con spade laser. È una disciplina che prevede un vero e proprio percorso accademico, il quale ti porta ad imparare veri stili di combattimento, così da poter competere anche a livello internazionale, dato che le tecniche sono uguali in tutto il mondo.”

D: Quali sono adesso i tuoi progetti futuri? Dopo “Mamma Mia!”, dove vedremo Jacopo Sarno?

R: “In questo momento c’è nuova musica in cantiere, magari con altri singoli: continuo ad essere alla guida di questa nuova etichetta discografica, con nuove pubblicazioni come artista e produttore…intanto fino al 18 febbraio sarò in tournèe con “Mamma Mia!”, poi vedremo cosa riserverà questo 2018.”

D: Che messaggio vorresti lasciare a noi studenti universitari?

R: “L’unica cosa che mi senti di dire, da socio fondatore di un’azienda che funziona, è quella di circondarvi di buoni compagni di viaggio: la scelta del team è la prima cosa. Le idee possono anche essere rivoluzionarie, ma non bastano, servono le persone ed è su quest’ultime che si costruiscono spettacoli, aziende, progetti. Il bello di essere umani è che noi, il mondo, lo cambiamo tutti i giorni e spesso non ce ne rendiamo conto, quindi circondatevi di persone giuste.”

INFO UTILI:

Ricordiamo che lo spettacolo, Mamma mia!, farà tappa a Roma fino al 7 gennaio 2018. I biglietti sono acquistabili sul sito Ticketone.

Il nuovo album, Chapter 1, è invece disponibile su tutte le piattaforme online (Spotify, ITunes…) e in tutti i negozi di dischi.

A cura di Sara Illiano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *