Ecco perché, secondo Davide, bisognerebbe votare Sì.

 

Finalmente introduce il superamento del bicameralismo perfetto, che velocizzerà la produzione normativa, con il nuovo senato che diventerà veramente il luogo della rappresentanza delle istituzioni locali. Ridefinisce, come necessario da anni, il rapporto tra Stato e Regioni, senza mettere in discussione l’impianto autonomistico e il principio di sussidiarietà.

Rafforza i bilanciamenti dei poteri: maggiori limiti alla decretazione d’urgenza, quorum più alto per l’elezione del presidente della Repubblica, ricorso diretto alla Corte per la legge elettorali.

renzi-boschiPotenzia gli istituti di democrazia diretta: previsione di una discussione in data certa per le leggi di iniziativa popolare, adeguamento del quorum per i referendum abrogativi, introduzione di referendum propositivo e di indirizzo in costituzione. Semplifica le istituzioni abolendo le province e il CNEL.

Sebbene le opposizioni siano allettate dalla possibilità di poter indebolire politicamente Matteo Renzi, è al lungo periodo che bisogna guardare. Dietro le critiche, peraltro spesso consapevolmente inesatte, mosse dai detrattori della riforma, si nascondono motivazioni politiche.

Ciò non significa che sia una riforma perfetta: intanto rappresenta un gran passo in avanti, ma come ogni legge è frutto del compromesso politico e quindi può essere migliorata. Anche in futuro, perché la Costituzione non è un testo sacro, ma può e deve essere riformata, procedendo per tentativi, per adattarsi ai tempi e alla società.

A cura di Davide Cuccurullo