Cannes 2016: Palma d’Oro a “I, Daniel Blake” di Ken Loach e conferma per Xavier Dolan

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Cala il sipario sulla 69esima edizione del Festival de Cannes che consegna per la seconda volta, dopo “il vento che accarezza l’erba”, la Palma d’Oro al cineasta britannico Ken Loach per il suo dramma “kafkiano” I, Daniel Blake che ha come protagonista un 60enne di Newcastle che viene abbandonato dallo Stato ed è vittima della burocrazia. Il suo cammino verso un tentativo di giustizia si accompagna a quello della giovane Katie, madre single di due bimbi con seri problemi di sopravvivenza. “Un altro mondo è possibile e necessario”, ha commentato il regista ritirando il premio sul palco.

Il Grand Prix invece va al giovanissimo ma ormai già affermato regista canadese Xavier Dolan per il film Juste la fin du monde che può vantare di un cast eccezionale. L’enfant prodige (27 anni e già vincitore del premio della Giuria nel 2014 con Mommy  ) nel suo film parla di uno scrittore malato terminale (Gaspard Ulliel) che torna nel suo paese natale, dopo 12 anni di assenza, per annunciare di essere in fin di vita. Lì troverà la madre, Nathalie Baye, il fratello maggiore, Vincent Cassel, la cognata Marion Cotillard e la sorella minore, Léa Seydoux. Il regista è parso visibilmente emozionato durante la consegna del premio “Ho sempre preferito la follia delle passioni alla saggezza dell’indifferenza”, ha dichiarato sul palco tra le lacrime e tra la commozione anche del suo cast.

La Palma per la migliore interpretazione femminile è andata, nonostante molti vedessero Sonia Braga come favorita, alla filippina Jaclyn Jose, protagonista del film Ma’Rosa di Brillante Mendoza mentre il migliore attore è l’iraniano Shahab Hosseini, interprete di Forushande di Asghar Farhadi. Il regista, grande atteso del festival e già vincitore di un Oscar e Orso d’oro per “Una separazione” nel 2011, si è aggiudicato anche il premio per la Sceneggiatura.
Il premio alla Regia è, invece, andato ex aecquo al romeno Cristian Mungiu di Bacalaureat e a Olivier Assayas con Personal Shopper (quest’ultimo un po’ a sorpresa, considerando la pessima accoglienza ricevuta dalla critica).

Il Premio della Giuria va American Honey di Andrea Arnold, che scandisce parte del percorso della giovane Sasha, alle prese con un insolito viaggio on the road nel Midwest americano

Si concludono quindi 11 giorni di festival intensi, inaugurati dal nuovo film di Woody Allen Café Society (fuori concorso) e che hanno visto premiato, alla fine, il cinema d’impegno e di tradizione magari un po’ troppo all’antica se si considera un presidente di giuria come George Miller capace l’anno scorso, proprio qui a Cannes, di rivoluzionare il concetto di action-movie con il pluripremiato Mad Max: Fury Road. In fondo, però, il festival è anche questo, cinema, emozioni ma anche tante, tante sorprese.

Ecco il Palmares definito della 69esima edizione del Festival di Cannes.

PALMARES

Palme d’orI, DANIEL BLAKE
Grand Prix: JUSTE LA FIN DU MONDE
Prix de la mise en scène (ex-aequo): Cristian Mungiu per BACALAUREAT ed Olivier Assayas per PERSONAL SHOPPER
Prix du scénario: Asghar Farhadi per THE SALESMAN
Prix d’interprétation féminine: Jaclyn Jose per MA’ ROSA
Prix d’interprétation masculine: Shahab Hosseini per THE SALESMAN
Pix du juryAMERICAN HONEY

 

Di Sara Illiano

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