La sessione è alle porte e tutti noi ci immaginiamo volentieri altrove, anche nei film.

Ogni volta che uno studente vede un film riguardante la tematica della vita universitaria, tende a comparare la propria esperienza con quella dei personaggi della pellicola, condividendone la tipica sensazione del “mai una gioia”. Tutto ciò perché, alla fine, desideriamo sempre un ritmo differente nella nostra vita, un professore più intrigante e coinvolgente, oppure l’ozio più totale dedicandoci a tutto, tranne che allo studio. E allora vi proponiamo tre possibili scenari di una vita universitaria diversa, tutti ritratti in differenti aspetti.

American Pie

American-PieSarebbe impossibile non citare la celeberrima saga sulle confraternite, sugli studenti liceali e universitari che ci ha accompagnato dalle scuole medie in poi. La storia è semplicissima, un intreccio continuo di eventi, battute stupide e prime esperienze di questo branco di squinternati ragazzi. In tutto il “plot” della serie, lo studio è semplicemente un elemento di contorno, e forse nemmeno quello. Stifler, Finch, Jim, Oz, totalmente spensierati, votati all’avventura e alle scelleratezze più improbabili, che i nostri amici e colleghi ventenni potrebbero anche solo immaginare.

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Kevin Spacey in questo film è come un direttore d’orchestra: agita le mani, detta il tempo, e i suoi studenti fanno razzie nei casinò di Las Vegas approfittando del conteggio delle carte. Siamo in Massachusetts, precisamente a Boston, dove studia Ben Campbell, studente modello con un QI elevatissimo, presso una delle più prestigiose università del mondo, l’ MIT. Il suo sogno di diventare medico rischia di essere stroncato sul nascere, una volta terminati i corsi della sua università, per via della retta richiesta, ed è qui che entra in gioco Mickey Rosa (interpretato da Kevin Spacey). Mickey è un professore di calcolo dell’ MIT, e riconosce in Ben una fine mente scientifica e abile nella logica-matematica, che per il suo scopo è fondamentale, poiché ogni fine settimana il professore si reca a Las Vegas con un gruppo di studenti accuratamente scelto che, tramite il conteggio delle carte al gioco del “Black Jack”, tenta di prosciugare ogni singolo centesimo dai casinò. Ben Campbell sarà chiamato proprio a fare parte di questo gruppo dal Professor Rosa, e vivrà questa avventura fra alti e bassi: entrerà in un gruppo elitario dell’università, vivrà un esperienza unica, mano dopo mano, puntata dopo puntata, fino a capire la verità celata dietro questo teatrino delle tenebre, e a trovare la sua strada in modo inaspettato.

L’attimo fuggente

L-attimo-fuggente locandinaSicuramente uno dei capolavori cinematografici della generazione degli anni 80’, masterpiece di formazione per qualunque fascia di età. Questo film del 1989 è il trionfo di Robin Williams: è lui la star, dalla prima all’ultima scena. Il compianto attore in questo film interpreta un professore di letteratura (John Keating) in un collegio maschile, che incanta i suoi studenti con versi, poemi, atti stravolgenti e tanto, tantissimo, Walt Whitman. Robin Williams, per descrivere il suo personaggio, disse proprio che voleva rappresentare il professore che avrebbe sempre sognato di avere: un uomo che lo avrebbe spronato, incuriosito, incantato, coinvolto e che avrebbe potuto insegnargli qualcosa con tutta la passione che avrebbe potuto concedere. Attraverso la sua personalità unica, John Keating ispira un gruppo di ragazzi tramite il suo carisma e un metodo di insegnamento tutt’altro che accademicamente riconosciuto. Questi ragazzi scopriranno il significato della vita, dell’amore e dell’amicizia, venendo presentati all’inizio del film come ragazzini assoggettati dal volere dei propri genitori e uscendo dallo stesso come uomini sicuri di loro stessi. Ogni dialogo è un’opera d’arte e nell’esperienza che i ragazzi percorreranno tutti noi abbiamo modo di rispecchiarci, in un modo o nell’altro.

 

A cura di Valerio Brienza

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