Sette domande a… Paola Nugnes (M5S)

 

 00029147Paola Nugnes, senatrice campana del Movimento 5 Stelle, membro della 13a commissione permanente del Senato (territorio, ambiente, beni ambientali) e della commissione bicamerale d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse collegati.

Iniziamo con una domanda un po’ complessa. Mi descriva brevemente cos’è il Movimento 5 Stelle e quali sono i suoi obiettivi a breve, medio e lungo termine.
Il Movimento 5 Stelle nasce nel 2009 dopo quattro anni di attività sui territori tramite i meetup: questi sono dei laboratori di cittadinanza attiva dove cittadini comuni, comunque dotati di professionalità, si riuniscono mettendo in comune la propria intelligenza e competenza, perché in un mondo complesso come quello di oggi, la delega non è più una cosa possibile e realizzabile. Noi siamo convinti che ci voglia la cosiddetta democrazia partecipata: ove appunto è possibile che un problema sia analizzato da più persone e da più punti di vista, mettendo insieme tutte quelle che sono le possibilità di risoluzione del problema. Da tutto ciò nasce anche il concetto di “fiato sul collo” alla politica attuale, che invece è portatrice soltanto degli interessi di pochi, a discapito di quelli della collettività. Un esempio è quello degli interessi delle lobbies finanziarie, portato avanti ormai da diverse legislature, che gestiscono oramai ahimè non solo l’Italia, ma anche tutta l’Europa ed oltre.
Come già detto, noi nasciamo come movimento nel 2009, quando ci rendiamo conto che l’attivismo dei cittadini sui territori col metodo del “fiato sul collo” non era più bastevole. Si rese necessario, dato che questo sistema oramai è completamente deviato, entrare nelle istituzioni rompendo il muro di omertà che si ergeva in esse, per liberare nuove energie e dare la forza ai cittadini di rialzare la testa.
Gli obiettivi a brevissimo termine sono quelli di mettere un faro molto forte sui fatti: renderli visibili ai più, con trasparenza, chiarezza e determinazione; a medio termine gli obiettivi sono i risultati da conseguire nelle istituzioni, anche se saranno forti le opposizioni delle lobbies ai cambiamenti, mentre a lungo termine l’obiettivo è liberare il Paese da questo sistema politico che lo rende asfittico: per esempio in campo ambientale ti posso dire che ci sono oltre dieci tipi di fiscalità, che ammontano a circa 43 mld di euro, e che di questi vengono usati all’incirca solo l’1%, e che in Italia, come in altre parti del mondo, il fossile è ancora il combustibile maggiormente finanziato a discapito delle energie rinnovabili: tutto questo per compiacere le lobbies del petrolio.
Quindi l’obiettivo finale è quello di liberare il Paese creando una nuova politica, una politica attiva di cittadinanza che sia a servizio del cittadino e che non sia un mestiere, liberandola dai soldi e dalla corruzione. Dopodiché, se il Movimento 5 Stelle avrà compiuto il suo scopo, potrà anche sparire.

Come è entrata nel Movimento 5 Stelle?

Io sono entrata nel Movimento 5 Stelle dopo anni in cui la politica mi aveva abbandonato, ed io avevo abbandonato la politica. Avevo un’estrazione cosiddetta di sinistra negli anni del liceo, ma questa mi ha subito delusa: sia perché è rimasta ancorata ad una vecchia logica di lotta di classe, e non aveva una visione olistica ed ambientalista, ma cercava solamente di trovare soluzioni all’interno di un modello di sviluppo industriale che non condividevo. Quelli sono stati anni duri, perché non ci sentivamo rappresentati.
Durante uno spettacolo di Beppe Grillo, se non ricordo male nel giugno 2006 a Napoli, salirono sul palco i ragazzi del meet-up di Napoli, i quali all’epoca stavano combattendo la lotta per l’acqua pubblica, ed io immediatamente mi resi conto che quella era una strada da percorrere.

Qual è il più grande risultato raggiunto finora dal M5S?

Il più grande risultato finora raggiunto dal Movimento 5 Stelle è quello di essere entrato nelle istituzioni, anche se è stato un risultato inaspettato, almeno nei tempi.
Questo ha comunque svegliato molte coscienze ed i tanti che non credevano potesse esistere una via alternativa alla vecchia politica. La prima cosa che siamo riusciti a mettere in chiaro è che c’è sempre un’alternativa.
Mentre da un punto di vista dei risultati politici, sicuramente è la legge 68/2015 sui delitti ambientali, a prima firma Salvatore Micillo (deputato M5S di Giugliano in Campania, ndr) sulla quale io, posso pregiarmi di dire di aver avuto al Senato un certo peso. Ho lottato molto, ed in commissione al Senato ho fatto sì che venisse aggiunto alla legge il reato di omessa bonifica, ed adesso che sono anche in commissione bicamerale d’inchiesta sulla gestione illegale del ciclo dei rifiuti, mi sono sentita dire dalle procure che questo è uno strumento molto valido.

 

Ha in qualche modo anticipato la mia domanda successiva, infatti sto per chiederle quale è stata la sua più grande soddisfazione personale in questi due anni e mezzo in Parlamento

Sì, sicuramente quel momento è stato il più duro, ma anche quello che ha regalato maggior soddisfazione: quello è stato un risultato quantificabile e di cui sono tangibili i risultati, e quando arriva il momento in cui raggiungi l’obiettivo, ti rendi conto di quanto importante esso sia.
Adesso in commissione bicamerale farò parte di un gruppo d’osservazione della legge e questo mi permetterà di capirne tutte le potenzialità, anche quelle apparentemente inespresse nel momento della stesura della legge stessa, oltre alle cose eventualmente da correggere da parte del legislatore.

 

Supponiamo che il M5S vinca le prossime elezioni: quale sarebbe la prima cosa che farebbe il Movimento al governo?

Il nostro primo obiettivo è il Reddito di Cittadinanza.infografica-reddito-minimo-540

Fonte: IlFattoQuotidiano.it

Cos’è il Reddito di Cittadinanza?

Il Reddito di Cittadinanza non è solo un soccorso alle persone sotto la soglia di povertà, ma è un’azione economica d’investimento. Le faccio un esempio: nell’ultima legge finanziaria, il Governo ha fatto un’azione che riteniamo anche giusta, ossia l’abolizione dell’IMU sulla prima casa, anche se non c’è una giusta gradazione tra quanto riguarda gli immobili di pregio e quelli “normali”, ma questo risparmio di cui beneficeranno i proprietari di casa, quindi un’utenza che, avendo una casa di proprietà, ha già un certo beneficio economico, immancabilmente quel risparmio verrà accumulato in depositi bancari. Se invece portassimo a 780 euro pro-capite il reddito delle persone che vivono sotto la soglia di povertà, avremmo una quantità di denaro che venga immediatamente immesso nell’economia reale, perché questo verrà speso ad esempio dal salumiere, per l’affitto di una casa o per comprare l’abito adatto per presentarsi ad un colloquio di lavoro.
Stiamo parlando di 14 miliardi di euro che vengono, ripeto, immediatamente immessi nell’economia reale, e non messi in banca. Quindi questa è una manovra economica espansiva di interesse generale, che rimetterà immediatamente in moto l’economia, e permetterà anche di avere negli anni successivi un risparmio in quello che è l’investimento pubblico per il Reddito di Cittadinanza: le persone che riceveranno il reddito, grazie alla ripresa che si avrebbe grazie ad esso, verranno reimmesse nel mondo del lavoro e nei circuiti di formazione, perdendo il diritto al reddito stesso e tornando ad essere finalmente persone “vive”.
Quindi queste persone riavvieranno l’economia e non avranno più bisogno del supporto economico del reddito.

Da 1 a 10 quanto Grillo e Casaleggio influenzano il lavoro dei parlamentari?

Il lavoro dei parlamentari non è minimamente influenzato da loro. E’ come se ci fosse una serie di divisone dei ruoli, ognuno si occupa del proprio lavoro ed io non ho alcuna ingerenza da parte loro.
Chiaramente Beppe (Grillo, ndr) e Casaleggio sono gli ispiratori del Movimento.
Il Movimento si basa su dei concetti e principi fondamentali,  e per sillogismo ne vengono fuori tutte le posizioni che noi parlamentari scegliamo di avere di volta in volta nelle varie commissioni, le quali avvengono con ritmi tali che non c’è nemmeno la possibilità di ascoltare Beppe e Casaleggio ed a volte neanche la rete.
Quindi se il principio ispiratore è quello ad esempio, dell’economia distribuita, della distribuzione dei mezzi di produzione dell’energia, od eliminare le concentrazioni del potere e quelle economiche, in modo tale che nessuno debba restare indietro, è naturale che da questi derivano tutte le scelte.

 

 

Intervista a cura di Giuseppe Franzese

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