EXPO 2015 – Tirando le somme

 

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Si è da poco conclusa, sabato 31 ottobre, la 34° Esposizione Universale che ha trasformato Milano, per la seconda volta, in una vetrina internazionale per oltre sei mesi.
Già nel 1906 infatti la città aveva ospitato un Expo celebrando il tema dei trasporti con la stimata inaugurazione del primo treno che, attraverso il traforo del Sempione, collegava Milano a Parigi.

Ma questa volta l’Expo ha fatto parlare di sé da ben prima della sua apertura

Di certo non solo per le sue innovazioni o le preziose infrastrutture. In questi mesi i riflettori sono stati puntati con occhio critico e spesso disfattista verso Milano, a causa dei vari casi di associazione a stampo mafioso, favoreggiamento, riciclaggio di denaro e abuso d’ufficio nonché per le inchieste sugli appalti che hanno minacciato fino all’ultimo la riuscita dell’evento.

Da che mondo e mondo, e come era prevedibile che fosse, dove c’è denaro finisce inevitabilmente per crearsi un circolo vizioso fatto di mazzette, tangenti e imbrogli che vedono come principale protagonista la criminalità organizzata e i suoi legami con la politica stessa. L’Italia non rappresenta certo l’eccezione alla regola, ne è stata anzi l’ennesima conferma

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Tra opportunità e scandali, come è stata battezzato da F. Altavilla, L’Expo doveva essere un’occasione per far crescere e promuovere l’economia di tutto il paese.

Di fatto la si può considerare tale? Gli esperti stimano abbia portato più turisti in quel di Milano di quanto si prevede possa fare successivamente il Giubileo Straordinario a Roma. Da Dicembre a Maggio, infatti sono previsti 16,5 milioni di visitatori nella Capitale, una cifra certamente non indifferente ma molto lontana dai quasi 22 milioni di ingressi dell’Expo. Per raggiungere la quota prevista di 33 milioni di turisti Roma avrà infatti il doppio del tempo riservato a Milano per l’Expo.

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Tutt’altro discorso va fatto invece per gli effettivi guadagni.
Malgrado la crescita dell’affluenza si sia rivelata quasi esponenziale — dai 2,7 milioni di visitatori a Giugno, a quasi 5,4 registrati nel solo mese di Ottobre — gli introiti ricavati dai soli biglietti non bastano ad apparare il bilancio. Persino i più ottimisti devono arrendersi all’idea che con 840 milioni di euro, cifra stimata non considerando la possibilità di aver ottenuto un biglietto tramite le varie riduzioni, gli omaggi e gli sconti per le entrate serali, è praticamente impossibile coprire tutti i costi. Con “solo” 21,5 milioni di visitatori, una cifra che ha certamente superato tutte le aspettative, a malapena si è in grado di rimborsare le spese di gestione.

Per “ripagarsi da solo” Expo avrebbe infatti dovuto chiudere con un fatturato di oltre 1,8 miliardi di euro, comprensivi dei costi maturati nei quattro anni totali del progetto. Tuttavia sono ancora da considerare i guadagni indiretti, ovvero quelli realizzati da imprese associate ad Expo, dai vari commercianti, ristoratori e proprietari di strutture alberghiere che hanno giovato della forte affluenza. Molti privati hanno infatti colto l’occasione per mettere a disposizione la propria casa o alcune stanze ai turisti, questa si è rivelata la soluzione più comoda per chi desiderava mantenere un low budget e non dover rinunciare a questa esperienza.

Tra gli oltre 141 partecipanti ufficiali e le varie Organizzazioni Internazionali coinvolte, colpisce il lavoro dei pochi paesi che vogliono realmente far riflettere sulla scarsità delle risorse alimentari nel mondo. La popolazione globale raggiungerà presto, nel 2050, i nove miliardi ma prima di varcare quella soglia dovremmo renderci conto della limitatezza delle risorse disponibili, e della loro esclusività: questo il messaggio della Svizzera, che sottolinea con un concept brillante come appropriarci di più di quanto ci spetti significhi privare un altro visitatore della stessa opportunità. All’interno del padiglione erano difatti state messe a disposizione dei visitatori limitate risorse alimentari di cui ci si poteva liberamente servire, affidando quindi al “comportamento di consumo e alla responsabilità personale” di ogni singolo visitatore la possibilità di definire quante e per quanto tempo queste risorse saranno disponibili per il prossimo. Anche Giappone e Corea del Sud si soffermano sull’importanza di una corretta alimentazione e conservazione degli alimenti come una delle possibili strade per sopperire ai problemi di malnutrizione del XXI secolo.

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Il Bureau International des Expositions, l’organizzazione intergovernativa che sovrintende Expo, il 30 ottobre ha consegnato i premi ai migliori padiglioni: Germania al primo posto per l’interpretazione del tema, seguita da Angola e Kazakistan. Giappone, Corea del Sud e Federazione Russa si aggiudicano il podio per quanto riguarda la gestione degli allestimenti interni. Per le architetture più innovative sono stati premiati Francia, Bahrein e Cina.

Eppure pochi padiglioni sembrano aver colto il vero senso del tema centrale: “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, che andava ben oltre l’auto-celebrazione della propria nazione.

Nella grande cornice della biodiversità edibile animale e vegetale spaziava il concetto di alimentazione come memoria e metafora della cultura umana, della rappresentazione dei luoghi del consumo e dell’incontro, la proposta di nuove soluzioni ai problemi dell’alimentazione quali la carestia, la malnutrizione ma anche l’obesità e nuove patologie che colpiscono anche i paesi più ricchi. Infine un movimento verso una produzione eco-sostenibile in grado di soddisfare il bisogno di una popolazione in rapida ed incontrollabile crescita. Questi sono alcuni dei punti presentati da Davide Rampello, curatore del Pavillion Zero, un’area espositiva in cui si spiegava al pubblico l’idea alla base, il vero motore di Expo 2015.

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La necessità di proteggere e garantire il diritto inalienabile ad un’alimentazione sana, eco-sostenibile, a disposizione di tutti gli abitanti della terra non sembra essere stata abbastanza sottolineata dall’evento. Dall’altro lato, come ci indica l’ExpoBarometro, uno strumento per analizzare l’indice di gradimento quotidiano dell’evento attraverso i post pubblicati su Twitter, l’evento ha riscosso un feedback positivo dai visitatori 70.4/100, decisamente un ottimo risultato visto il suo debutto tra inchieste, arresti, e lavori non terminati.

Il prossimo appuntamento con l’Esposizione Universale, è in Kazakstan, nel 2017 per “L’energia del Futuro”, prima di fare rotta verso Dubai nel 2020. Il tema negli Emirati Arabi Uniti sarà: “Unire le Menti, Creare il futuro” e si concentrerà sulla sfida alla sostenibilità, allo sviluppo e alla cooperazione.

E per chi non è riuscito a visitare l’Expo, nulla da temere! E’ disponibile un dettagliato tour virtuale della fiera, da cui si può accedere attraverso il sito http://virtual.expo2015.org/

Arianna Lombari

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