La politica a tempo di musica: Kanye West for president

 

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Non è difficile supporre che la classe politica ignori o addirittura disdegni il mondo della musica pop; ma quando uno dei più famosi rapper del panorama mondiale, Kanye West, annuncia la propria candidatura alle presidenziali del 2020, anche la curiosità dei più ostinati viene sollecitata.

Cerchiamo però di capire le circostanze che hanno portato a questa dichiarazione inaspettata. È la notte degli MTV Video Music Awards a Los Angeles, non di certo l’evento più seguito dal gotha politico di Washington: West sale sul palco per accettare uno dei più importanti riconoscimenti, il Michael Jackson Video Vanguard Award e nel consueto discorso di ringraziamento rende nota al mondo la sua intenzione di partecipare alla corsa per la Casa Bianca nel 2020. Forse non è noto ai più, ma già nel 2005 West si è dilettato in chiacchiere politiche criticando il Presidente George W. Bush per la gestione inefficace dell’emergenza seguita all’uragano Katrina.

A questo punto c’è da chiedersi: è tutto uno scherzo o correrà davvero per la presidenza? Al momento possiamo fare solo congetture, quello che si può constatare per certo è che il giorno successivo all’annuncio, il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest ha detto ai giornalisti di essere impaziente di conoscere quale slogan West utilizzerà per la campagna. Come accade spesso in rete, non si fa in tempo a pensare qualcosa che già diventa “reale”, si fa per dire: in questo caso il social network utilizzato è Tumblr con una pagina dal nome simpatico, Kanye West Wing. Quello che merita sottolineare di tuta questa vicenda bizzarra è che negli USA la lotta alla presidenza si combatte non solo e non tanto attraverso le idee politiche, ma in particolar modo influenzando l’opinione pubblica e servendosi dei media: l’immagine di sé che i candidati offrono alla nazione gioca una parte decisiva finanche a poter decretare la vittoria o la sconfitta di un candidato.

Come è stato dichiarato anche dallo stesso Kanye West, lui e sua moglie, Kim Kardashian, godono di un discreto capitale mediatico: sarebbero addirittura – sempre stando a quello che ha detto il rapper nel 2013 – più influenti dello stesso Presidente e della First Lady. La musica di West sarà pure popolare in America, ma fino a questo punto? Sembra a dir poco improbabile. La reazione più divertente è giunta proprio dall’attuale “capo del mondo libero” durante un evento organizzato dal Partito Democratico a San Francisco dove Obama ha partecipato assieme a West, e gli ha offerto qualche utile dritta: «Prima di tutto, devi spendere un sacco di tempo occupandoti di personaggi che si comportano come se fossero in un reality; in secondo luogo, dire di avere una bella fantasia, oscura e contorta, è una cosa da non fare assolutamente; infine… pensi davvero che questo Paese eleggerà come Presidente un ragazzo nero che arriva dal sud di Chicago e che ha un nome così buffo?» Cosa succederà adesso non possiamo dirlo: sta a West valutare le carte che ha in mano e decidere se e come giocarle.

 

Nunzia Cozzolino

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