Una domenica sull’Appia Antica

 

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Avete mai tra scorso una domenica sulla Via Appia Antica?

Vi proponiamo una giornata diversa delle altre in questo parco naturalistico e archeologico, con il giusto mix di aria aperta, storia e attività fisica.

Perché la domenica? Di domenica la via è chiusa al traffico e diventa la più grande isola pedonale della città, perfetta per trascorrere una giornata a piedi o in bicicletta in uno dei paesaggi più belli del mondo.

Per i meno informati la Via Appia è una strada romana costruita nel 312 a.C che collegava inizialmente Roma a Capua e in seguito prolungata fino a Brindisi, dove secoli fa vi era il più importante porto per la Grecia e l’Oriente. La via copre quattro regioni: Lazio, Campania, Basilicata e Puglia. Anticamente era conosciuta come la “Regina Viarum”.

L’idea di un parco archeologico sorge nell’epoca napoleonica ed in seguito è stato il piano regolatore degli anni 30’ a prevedere l’istituzione di un grande parco, che durante il Dopoguerra ha rischiato di scomparire a causa dell’abusivismo edilizio. Nel 1988 è stata finalmente approvata dalla Regione l’istituzione del Parco Regionale.

Nonostante il passare del tempo, alcuni tratti della strada si sono straordinariamente mantenuti ed ancora oggi sono ben visibili sul basolato romano i solchi impressi dai mezzi di trasporto a ruote (carrozze e carri) che avevano reso necessario la costruzione della via. Dati i numerosi problemi che potevano causare le piogge sulle strade, l’Appia Antica è stata costruita in modo da garantire un sistema di drenaggio, ovvero un sistema per evitare le infiltrazioni d’acqua. I romani infatti detenevano notevoli capacità ingegneristiche in Europa molti hanno successivamente imitato la metodologia di costruzione del sistema stradale romano.

Per tutto il percorso possiamo godere della vista di rovine e monumenti visitabili, come la tomba di Cecilia Metella (mausoleo dalla forma circolare costruito per la figlia di Quinto Cecilio Metello Cretico), la Villa Quintili (villa imperiale dell’età adrianea) e le Catacombe di San Callisto (dove sono sepolti papi e martiri cristiani). Molti altri resti archeologici sono visibili lungo il percorso, anche se coperti dalla vegetazione che assieme ai cipressi incorniciano quest’opera romana. Negli anni 80’ sono stati resi visitabili anche gli acquedotti che si sono perfettamente mantenuti grazie al ripristino attuato quando sono entrati a far parte del Parco regionale dell’Appia antica. Ora quest’area prende il nome di Parco degli Acquedotti.

Oggi il parco, assieme a tutta la via, è meta frequente di visitatori e amatori di ogni età e nazione che possono godere di ampi percorsi battuti per passeggiate e corse a piedi e in bici. Lungo il percorso possiamo facilmente trovare servizi come ristoranti, bar e affitto di biciclette.

Vi piace l’idea? Il parco non gode di una posizione centrale ma è facilmente raggiungibile con la linea B della metro con fermata “Circo Massimo” e poche fermate di autobus.

Carolina Linkowski