Estate è sinonimo di mare, serate sulla spiaggia, hangover dovuti a cocktail improbabili che si ha il coraggio di sperimentare solo in quel periodo su consiglio della ragazza straniera che ti piace, città d’arte, villaggi, vacanze “studio”, zaini sulle spalle e molti biglietti di treni.

L’estate è tutto questo, ma è anche e sempre di più sinonimo di street food.

Fenomeno in crescente diffusione anche in Italia anche se con tempi e modalità differenti a seconda delle aree geografiche

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Si, perché se, per esempio, a Milano il cosiddetto cibo da strada, trait-d’union tra tradizione, arte culinaria ed esperienze enogastronomiche locali, annovera ormai da diversi anni grandi eventi di successo come “Streeat“, il “Mercato Metropolitano” e non da ultimo l‘EXPO, la fiera dei sapori più grande del mondo; in regioni come la Toscana, la Puglia e la Sicilia la cultura del cibo da strada è ancora prevalentemente legata a piccole botteghe a gestione familiare conosciute esclusivamente tramite il passaparola o a coloratissimi mercati all’aperto come la Vucciria a Palermo. A Roma la “mania” street food si fa invece sempre più strada sia attraverso eventi esclusivi e ad hoc, come “This is food” a Officine Farneto del maggio scorso o il “Gran Ballo Luiss” di luglio, sia nella quotidianità dei sobborghi e dei rioni romani, passando da “Trapizzino” a Ponte Milvio a “Er Maritozzaro” a Trastevere c’è n’è veramente per tutti.

Ma dove nasce lo street food? Le origini sono antichissime, pare risalgono addirittura all’epoca dei Greci e dei Romani, durante la quale si era soliti consumare pesce fritto e zuppe di legumi per le vie cittadine. Testimonianze successive mostrano come anche in Egitto fosse diffuso il consumo per le strade di riso e carne d’agnello. Oggi, secondo i dati stimati della FAO sono circa 2,5 miliardi le persone che quotidianamente consumano cibo di strada. Una (ri)scoperta che non ha il sapore di una moda passeggera, ma che anzi sembra destinata a calcare sempre più insistentemente la scena gastronomica nostrana ed europea in genere.

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Ed è proprio in Europa e in particolare in alcune delle sue città più cosmopolite che già da diversi anni è facile imbattersi in veri e propri Gran Bazar del gusto. Camden Town a Londra, vera e propria città nella città dove l’unica cosa che manca è la normalità e dove lo street food raggiunge i suoi apici e la Boqueria a Barcellona, mercato al coperto tra i più famosi del continente, dove il pesce fresco non è l’eccezione ma la regola sovrana, sono ormai più che semplici luoghi consigliati vere attrazioni delle rispettive città.

Questo è lo street food: tanta scelta e così tanti odori e sapori diversi da lasciare piacevolmente disorientati, ma anche tradizione culinaria, passione e produzioni locali. Non si va per mangiare, ma per assaggiare, per scoprire nuove specialità e nuove culture, oppure solamente perché si è in una comitiva di gente perennemente indecisa e almeno li qualcosa che va bene a tutti si trova!

Andrea Bonabello